Settembre è da sempre il mese dei nuovi inizi. Dapprima con l’avvio del nuovo anno scolastico, poi crescendo con la fine delle ferie estive, settembre è di fatto diventato il mese nel quale riprendere la normale routine e porsi nuovi obiettivi.

Non è quindi un caso che, se ci guardiamo intorno, è tutto un gran parlare di ripartenze, di ricominciare, di (ri)iniziare a correre, e cose di questo genere. Siamo immersi in questa bolla social(e) che ci vuole tutti tonici e gagliardi per inseguire successi, nuove sfide e chissà cos’altro.

Bolla che non tiene conto di almeno due aspetti:

  1. non siamo tutti uguali;
  2. per ripartire devi avere coscienza di dove sei e dove vuoi andare.

Non siamo tutti uguali.

Chi l’ha detto che tutti, proprio a settembre, dobbiamo ripartire con nuovi stimoli e nuovi traguardi da raggiungere? Ognuno ha il suo tempo e ognuno conosce il suo livello di carica fisica e, soprattutto, emotiva. Non è affatto detto che proprio a settembre si debbano mettere sul tavolo nuovi buoni propositi et similia. Con tutto il carico di aspettative che ne deriva. Non è il calendario o una consuetudine a dover determinare il nostro percorso. Potremmo sentirci pronti e decidere di inserire una nuova abitudine potenziante all’interno della nostra vita, ad esempio, in un qualsiasi giorno di ottobre, non di lunedì e neanche il primo del mese, e comunque essere in grado di portare a termine quanto deciso. Oppure, per seguire il trend più diffuso, potremmo “ripartire” a settembre come “tutti” per poi arenarci subito dopo. Come molti. È questo che fa la differenza: essere con consapevolezza nel proprio tempo e agire di conseguenza.

Ripartire da dove e verso dove.

Per sapere dove vuoi andare è molto utile sapere dove ti trovi e di quali risorse disponi. Certo iniziare a fare è già comunque un modo per conoscere sé stessi e per capire la direzione che si vuole intraprendere. D’altronde è sempre meglio che rimanere fermi. Ma, d’altro canto, dobbiamo anche riconoscere che siamo limitati; il nostro è un tempo finito e anche se possiamo potenzialmente accedere a mille opportunità, nel momento in cui scegliamo una strada dobbiamo smettere di considerare le altre. Per quanto sarebbe fantastico, non possiamo dedicare tempo ed energie a tutto. Pertanto, avere ben presente le condizioni di partenza e fissare degli obiettivi chiari e sostenibili è il modo migliore per trasformare i buoni propositi in qualcosa di reale.

Come diceva il filosofo Martin Buber: “La grande colpa dell’uomo non sono le sue cadute. La grande colpa dell’uomo è che può ricominciare in ogni momento e non lo fa”.

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