Ne sentiamo parlare in modo diffuso solo da un paio di settimane, ma da quel momento è stato il boom di articoli, commenti, richieste di invito e riflessioni sulle potenzialità e gli sviluppi a lungo termine. 

Cos’ha di speciale l’app del momento? Da cosa scaturisce l’hype che si è creato attorno a Clubhouse? Proviamo ad analizzare il fenomeno:

  • E’ audiobased: clubhouse è  il primo social network vocale

Dopo anni di trend video e visual…è la volta della voce. Ecco come funziona: Scarichi l’app, che ha un’interfaccia molto semplice e piuttosto bianca (a differenza dei soliti social colorati a cui siamo abituati), crei il tuo profilo con una foto e una bio, e ti imbatti in quelle che vengono chiamate “stanze” e che poco hanno a che fare con le stanze di Facebook. Quelle di Clubhouse altro non sono che delle conferenze audio; delle conversazioni tematiche di gruppo a cui si può facilmente prendere parte chiedendo la parola. Tutte le conversazioni sono in modalità sincrona, come una telefonata di gruppo o una call su Meet senza webcam, con uno o più moderatori. Non è possibile inviare messaggi testuali o immagini, video o link agli altri iscritti, soltanto conversare creando delle stanze pubbliche o private.  

  • Ha un sistema di accesso solo su invito

Sono gli iscritti a determinare chi può accedere alla community. Dopo aver ricevuto un invito si accede al social network e si hanno a disposizione altri 2 inviti (man mano se ne aggiungono altri in base anche alla partecipazione all’interno di clubhouse). 

Parte del successo di questa nuova app è legata infatti all’esclusività, alla voglia di conoscere e testare questo social network vocale, ma trovare degli inviti non è facilissimo. Per questo motivo quasi in tutti i gruppi degli addetti ai lavori troviamo tantissime richieste di invito da parte di persone che si sono iscritte, hanno già bloccato il proprio username, ma sono in lista di attesa. In pratica Clubhouse fa appello a scarcity e urgency, che sappiamo essere grandi leve di marketing.

  • Tutti possono facilmente essere creators

Chiunque abbia un profilo in Clubhouse può creare una stanza e avviare una conversazione. Basta scegliere un tema e aprire il dibattito. Al momento troviamo molte conversazioni su temi come il marketing, le startup, fare impresa…ma nelle stanze internazionali notiamo che gli argomenti spaziano dalla musica all’attualità e persino ad argomenti molto di nicchia. Presto sarà così anche nelle stanze in lingua italiana. 

  • É ideale per il networking 

Al momento Clubhouse è popolata da addetti ai lavori, da chi appartiene al mondo del business e della comunicazione, e le conversazioni tematiche nelle varie stanze possono essere un’ottima opportunità per il networking e per trovare contatti interessanti con cui confrontarsi. 

Per la prima volta parliamo di audio-networking, che risulta meno impegnativo di molte altre modalità video che ci sono state imposte nell’ultimo anno. É una interessante opzione anche per chi è più timido e non ama parlare in pubblico o la classica sensazione di avere gli occhi puntati addosso, anche a distanza. Su Clubhouse è più facile sciogliersi e discutere liberamente.

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  • L’app spopola tra i VIP 

Altra cosa molto interessante è la possibilità di incontrare tra gli utenti anche personaggi celebri. Negli stati uniti ad esempio Oprah Winfrey è stata tra i primi utenti ad utilizzare Clubhouse, ma troviamo anche Ashton Kutcher, Drake…e tanti altri. In italia iniziamo a trovare molti influencer del mondo della comunicazione e del business.

Trovarsi in una room e poter chiacchierare con i propri idoli così facilmente non è un’opportunità da poco e anche questo sta influendo nel successo dell’app. 

  • E’ un mix tra un podcast e una telefonata di gruppo

Sostanzialmente Clubhouse ha trasformato un trend in un’app. Come sappiamo i podcast hanno avuto un boom negli ultimi tempi, e in realtà la prima impressione è quella di avere a che fare con un podcast, ma il bello è che è tutto è live e si ha anche la possibilità di intervenire (se lo si vuole, altrimenti si può semplicemente ascoltare, anche mentre si fa altro). 

Ma la vera domanda secondo me non è “perché Clubhouse è l’app del momento”, ma perché lo è proprio in questo momento.

Se non vivessimo la situazione attuale e non avessimo vissuto un anno facendo il pieno di videochiamate, riunioni in videoconferenza ecc; o se avessimo avuto la possibilità di vivere una socialità normale, avere dei contatti umani soddisfacenti… Clubhouse oggi spopolerebbe ugualmente?

Questa app sembra la risposta al nostro bisogno di contatti con il mondo esterno, ma di contatti semplici, come le telefonate, senza la necessità di trucco e parrucco e l’ansia da webcam; di contatti stimolanti, di networking, di conversazioni e forse semplicemente di novità. 

Non credo, come alcuni sostengono, che questo sia il trend del futuro dei social media, semmai è il presente influenzato fortemente dal passato, ma in ogni caso in questo momento storico e psicologico Clubhouse promette bene: a un anno dalla sua fondazione è stato già valutato 1 miliardo di dollari. E’ ancora in beta e disponibile solo per utenti iOS, ma pare che presto arriverà anche la versione per Android. 

Di progetti per il futuro Clubhouse ne ha già abbastanza, oltre ad aprirsi al mondo Android e di aprire la possibilità di iscrizione a tutti, come qualunque social network sta pensando al modo migliore per monetizzare, si parla già di un Creator Grant Program che permetterà all’app di investire sui creators migliori.

Se non avete ancora un invito vi consiglio di bloccare il vostro username qui  https://www.joinclubhouse.com/  e provare a chiedere agli early adopter se hanno la possibilità di invitarvi. Ottenerlo non è così difficile come sembra ;).

Ti è piaciuto? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti. Rispondiamo sempre.

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