Pelè è meglie e’ Maradona – Per Goldman Sachs il Brasile ha già vinto i Mondiali

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Christian Zorico (160)
Non me ne vogliano gli amici e conoscenti partenopei. Ho volutamente invertito uno tra gli epiteti più urlati negli stadi. Cerchiamo di capire insieme la ragione per cui mi spingo fino a questo punto. Brasile 3  - Christian

L’idea mi è venuta curiosando tra le righe del consueto studio che gli analisti di Goldman Sachs Group Inc. (http://www.goldmansachs.com/) effettuano prima di un evento sportivo cosi importante quale quello dei mondiali, capace di catalizzare l’interesse di sportivi e di non addetti ai lavori. Quello che emerge dallo studio, basato su un rigoroso modello quantitativo, in grado di analizzare ben 14.000 partite internazionali (disputate dal 1960 ad oggi), è che la probabilità di vincita del Brasile rispetto ai “cugini” argentini è ben 3 volte più’ alta.

Si spingono addirittura oltre gli analisti di Goldman Sachs, prevedendo il risultato della finale: verdetto sul campo di gioco Brasile vs Argentina 3-1. Con una probabilità del 48,5% di vincere il campionato; pertanto il Brasile si classifica al primo posto di questa classifica ex-ante seguito dall’Argentina e subito dopo dalla Germania a cui associano probabilità di vincita del torneo, rispettivamente, pari a 14.1% e 11.4%.

Volutamente ho evidenziato che una manifestazione sportiva di questa portata è capace di attirare l’interesse anche di non addetti ai lavori. Non serve tra l’altro essere troppo lungimiranti per comprendere quanto di economia e di finanza ci possa essere dietro un mondiale di calcio. In effetti, lo studio di GS è l’occasione utile per gli analisti dei mercati finanziari per potersi spingere ben oltre il risultato atteso della finale. Certo cari lettori, l’esercizio prosegue infatti suggerendo a gli investitori interessati di poter sfruttare a proprio favore un tale verdetto calcistico, di acquistare l’indice azionario brasiliano: BOVESPA (http://en.wikipedia.org/wiki/%C3%8Dndice_Bovespa).Brasile 1 - Christian

Sostengono infatti gli analisti di GS che un tale risultato potrebbe far impennare le quotazioni azionarie, sempre ricercando motivazioni storico/statistiche, in quanto già in passato è accaduto che il paese vincitore abbia sovraperformato i mercati globali in media del 3,5% nel primo mese successivo alla vittoria. Gli analisti però avvertono anche che si tratterebbe di una trade idea di breve termine perché poi nei successivi 3 mesi, sempre ragionando su dati statistici osservati, gli indici azionari che avrebbero beneficiato di un ritrovato ottimismo hanno poi bruciato i guadagni estemporanei.

Se resta ardua la possibilità di pronosticare il risultato finale di un evento calcistico (anche attraverso una modellizzazione matematica dello stesso), ben più ambiziose sono le successive riflessioni legate all’andamento degli indici azionari.

Le mie perplessità sono relative al successivo premio, in termini borsistici, derivante dall’entusiasmo di un’eventuale vittoria del mondiale da parte del Brasile. Molto spesso accade che il mercato sconti in anticipo una buona notizia: l’indice Bovespa è su da inizio d’anno di circa 5,30% (dati aggiornati al 13 Giugno) dopo aver segnato un recupero di oltre 19% dai minimi segnati durante il mese di marzo, quasi a scontare un ritorno positivo dell’evento calcistico per eccellenza.

Andamento dell’indice Bovespa Fonte dati: Bloomberg
Andamento dell’indice Bovespa
Fonte dati: Bloomberg

Cerchiamo insieme invece di guardare qualche indicatore e provare a fare qualche considerazione più generale sulle reali potenzialità di questo Paese e sui possibili risvolti che un Mondiale di calcio possa generare.

Innanzitutto, dal punto di vista macroeconomico, il Brasile sta affrontando da tempo un livello di inflazione davvero elevato: con il dato di Maggio, l’inflazione annua del Paese si attesta al 6,37% (in rialzo rispetto al mese precedente quando segnava 6.28%. Per contro il Banco Central do Brasil (http://www.bcb.gov.br/?english) ha nuovamente rialzato il tasso di riferimento all’11% per cercare di contrastare la spirale inflazionistica. Sicuramente una politica monetaria restrittiva non sarà di ausilio per l’andamento della borsa.

Dal punto di vista del credito, quello al consumo destinato all’acquisto di nuove auto è giù del 40% da inizio anno, mentre il colosso bancario Itaù è pronto ad adottare misure più prudenti sulla concessione dei mutui richiedendo un anticipo pari al 40% dell’abitazione (era zero prima dell’inizio della crisi). Sono sicuramente indicazioni e misure che corrono nella direzione opposta rispetto ad uno slancio dell’economia.

Inoltre, il tardivo stato dei lavori a completamento delle infrastrutture necessarie (un report di Itaù dichiarava che a 28gg dall’inizio dei mondiali solo il 41% dei lavori era stato ultimato), il crescere delle tensioni sociali e dei relativi scioperi, cosi come un minore tasso di produttività durante l’evento calcistico, sono tutti elementi che danno al quadro globale, tonalità meno brillanti.

Il presidente Dilma Rouseff si gioca pertanto insieme al Brasile una partita fondamentale; sul campo e fuori dal terreno di gioco si delineeranno i contorni più precisi di un disegno più ampio.

Ci sono però probabilità ben più sicure rispetto a quelle assegnate dagli analisti di GS relative al ranking calcistico. È evidente che la bontà creditizia dei due Paesi sudamericani è completamente diversa. Al di là infatti delle difficoltà congiunturali, se osserviamo la curva CDS (Credit Default Swap – http://www.investopedia.com/video/play/credit-default-swaps/) e ci soffermiamo sul nodo a 5 anni notiamo subito una differenza abissale tra i due Paesi. Analizzando i due contratti che possono essere considerati come due assicurazioni contro il default del Paese di riferimento, si evince una probabilità di fallimento per il brasile (a 5 anni) valutata nell’ordine di 0.09% contro lo 0.69% dell’Argentina. Sicuramente sulla carta sono i due Paesi tra i più titolati a far bene durante il campionato mondiale, di certo fuori dal terreno verde, le condizioni macroeconomiche premiano Pelè e rimandano Maradona.

Brazil IPCA (Broad National Consumer Price Index), livello di inflazione annua (sulla base dei prezzi rilevati in 11 aree urbane (Belem, Fortaleza, Recife, Salvador, Belo Horizonte, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Curitiba, Porto Alegre, Brasilia and Goiania) Fonte dati: Bloomberg
Brazil IPCA (Broad National Consumer Price Index), livello di inflazione annua (sulla base dei prezzi rilevati in 11 aree urbane (Belem, Fortaleza, Recife, Salvador, Belo Horizonte, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Curitiba, Porto Alegre, Brasilia and Goiania)
Fonte dati: Bloomberg

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Ha conseguito il Master of Quantitative Finance and Risk Management (MAFINRISK) presso l’Università Bocconi nel 2005 dopo essersi laureato in Economia degli Intermediari Finanziari presso la stessa Università. Inizialmente ha svolto attività di ricerca e tutoring per i corsi di Portfolio management e Applied Econometrics presso l’Università Bocconi tenuti dal Professor Andrea Beltratti. In seguito ha avuto modo di consolidare le nozioni tecniche ed applicarle sul campo durante l’esperienza come quantitative analyst e risk manager in un Hedge Fund con strategia macro e successivamente ricoprendo la posizione di gestore di portafoglio e fund manager con mandato flessibile per una banca privata svizzera e un gestore di fondi. L’area di interesse è da sempre il mondo fixed-income e azionario, inseriti nel più ampio approccio di analisi top-down.

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