Raffaello Castellano direttore responsabile Smart MarketingLa notizia, poco considerata dai media tradizionali, è sensazionale, se non proprio epocale.

Tutto avviene mercoledì 14 luglio a Bruxelles: una proposta della Commissione prevede l’abbattimento del 100% delle emissioni delle auto in vendita a partire dal 2035. E, fra le varie misure di questo ambizioso pacchetto di proposte, la più eclatante è quella che contempla che dal 2035 in poi non potranno più essere venduti veicoli che emettono Co2.

È la stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che lo ha spiegato bene in una conferenza stampa: “Oggi presentiamo una strategia con la quale raggiungere i nostro obiettivi climatici, che non sono solo un impegno politico, sono ormai un obbligo giuridico.Cambiamenti di questo tipo non sono mai facili. Molti diranno che dobbiamo fare meno e più lentamente. Ma nella situazione in cui versa il nostro pianeta fare meno significa non fare nulla, e non possiamo permettercelo”.

Fin qui la politica che, come sappiamo ha i suoi tempi e le sue procedure, spesso e volentieri farraginose e lente; ma veniamo ad un’altra dichiarazione, questa sì senza dubbio epocale, fatta questa volta da uno dei produttori di auto più antichi, prestigiosi e ricchi del mondo.

Il 22 luglio, esattamente una settimana dopo l’annuncio di Bruxelles, è la gloriosa casa automobilistica di Stoccarda Mercedes a scuotere i mercati e l’attenzione dei media più attenti, con un comunicato ufficiale che dichiara che “dal 2025 verranno sviluppate esclusivamente piattaforme elettriche. Entro lo stesso anno la società si aspetta che le auto completamente elettriche e ibride-elettriche costituiscano il 50 per cento delle vendite, migliorando così la precedente previsione che fissava lo stesso obiettivo al 2030”.

È lo stesso ceo Ola Kallenius che ha precisato la strategia e gli obiettivi aziendali: “La Mercedes sarà pronta alla trasformazione come azienda esclusivamente dedicata alle elettriche entro la fine del decennio, quando le condizioni di mercato lo permetteranno. Abbiamo bisogno di spostare il dibattito da quando si costruisce l’ultimo motore a combustione, perché non è rilevante. La questione è quanto velocemente si possa ‘scalare’ fino a essere vicini a una quota del 100 per cento elettrico, e questo è ciò su cui ci stiamo concentrando”.

Nella foto Ola Källenius, ceo di Daimler e Mercedes-Benz - Smart Marketing
Nella foto Ola Källenius, ceo di Daimler e Mercedes-Benz.

Insomma è la Mercedes a parlare, il marchio che ha inventato l’automobile così come la conosciamo, una società che domina non solo il mercato ma anche le competizioni sportive come la Formula 1, da sempre laboratorio on the road per sviluppare e testare nuove tecnologie che poi confluiranno nelle auto di serie del marchio, quindi si tratta davvero di una svolta epocale che, a cascata, riguarderà altri costruttori e poi, si spera, l’intero comparto automobilistico.

Ma la rivoluzione elettrica, soprattutto in ambito mobilità, è già da tempo in atto sotto i nostri occhi con una velocità costante ed inarrestabile.

Come sapete abito in una città del sud Italia, a Taranto, certo non nota per la sua propensione alla mobilità green, eppure anche qui, in una città che certo non è Milano o Bologna, sono almeno 3 anni che la rivoluzione – o meglio – l’Orizzonte elettrico, come lo abbiamo chiamato noi di Smart Marketing, è in pieno sviluppo. L’amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Melucci sta facendo della svolta green la sua bandiera, ed infatti è da poco più di un anno che un servizio di monopattini elettrici (più tardi anche di motocicli), molto efficiente e capillare, gestito dalla nota azienda “BitMobility”, è disponibile per i cittadini attraverso un’apposita app a tariffe estremamente convenienti.

Scopri il nuovo numero: “Orizzonte elettrico”

Al pari di quella digitale, la rivoluzione elettrica è arrivata quasi sottovoce e sta prendendo letteralmente piede molto velocemente. E quando si parla di rivoluzione elettrica, tra le altre cose, non si può non parlare di mobilità.

Ed ancora precedente è l’esperienza della startup “Taranto in Calessino”, che nasce nel 2017 nell’ambito di “StartTà”, un incubatore di impresa fra pubblico, privato e università, che consente, attraverso l’utilizzo dei calessini – il famoso tre ruote della Piaggio conosciuto con il nome commerciale di “APE” – di esplorare diversi itinerari turistici nella città dei due mari.

Il parco veicoli della startup tarantina è ancora con motore endotermico, ma noi di Smart Marketing abbiamo raggiunto al telefono il titolare, Giovanni Cianciaruso, che ci ha raccontato della volontà di trasformare il suo parco mezzi, composto da 4 calessini, aggiornando i motori da endotermici ad elettrici. A tal proposito lo stesso Cianciaruso ha dichiarato: “Quest’anno abbiamo avviato le pratiche per la richiesta di un finanziamento ad Invitalia per rinnovare i nostri calessini trasformandoli in elettrico; abbiamo preso contatto anche con l’azienda Newtron Group di Messina, l’unica riconosciuta dalla Piaggio, e appena sapremo l’ammontare del finanziamento cominceremo a trasformare il nostro parco mezzi. La trasformazione ci costerà circa 10.000 euro a calessino, mentre un calessino nuovo costa circa 8.000 euro, ma credo che allungare la vita di questi mezzi – evitando la demolizione e lo smaltimento delle carrozzerie – sia la scelta più giusta, anche perché mi sono affezionato a questi miei calessini, con i quali è cominciata la mia avventura imprenditoriale”.

Nella foto un APE calessino elettrico a Taranto - Smart Marketing
Uno degli “Ape” della startup “Taranto in Calessino”, nata nel 2017.

Insomma, l’Orizzonte elettrico si avvicina sempre di più, è già fra noi, sotto i nostri occhi e quindi non resta che adeguarsi e seguire – è proprio il caso di dirlo – la corrente.

Noi di Smart Marketing, da sempre attenti alle nuove tendenze in ambito tecnologico ed alle istanze ambientali e solerti nel divulgare quelle notizie importanti ma bistrattate dai media mainstream, abbiamo voluto dedicare questo 88° numero, che esce ad Agosto, proprio a quella rivoluzione elettrica che, come questo editoriale dimostra, è in atto su scala mondiale (Mercedes), europea (Bruxelles), ma anche locale, come testimonia l’esempio di Taranto con “BitMobility” e “Taranto in Calessino”.

Abbiamo voluto chiamare questo numero “Orizzonte elettrico” affinché rappresenti non solo un’esplorazione del presente, ma anche la “visione” ed un “auspicio” del futuro prossimo, quello che si schiuderà dinanzi a noi alla fine di questo decennio: praticamente domani.

Buona lettura!

 

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