ivan-zorico-01-minSarà un retaggio scolastico, ma quando sento parlare di rivoluzione mi vengono alla mente immagini di rivolta popolare, di storie di protesta, di lotte per la conquista di nuovi diritti, di ribaltamento dello status quo, e così via.

Quasi di istinto penso alla rivoluzione francese, a quella americana o alle varie rivoluzioni industriali che di volta in volta hanno sostanzialmente ridisegnato la nostra società sotto l’aspetto sociale, economico e politico, non senza complessità.

Però negli ultimi anni questa percezione si sta via via diradando, complice il fatto che ne sto (stiamo) vivendo una di rivoluzione, quella digitale, in prima persona. Il digitale ha cambiato il nostro modo di comunicare, di pensare, di lavorare, di vivere ed è entrato in molti, se non in tutti, i settori produttivi.

Accanto a questa rivoluzione (di cui ampiamente vi abbiamo raccontato nelle pagine virtuali del nostro giornale), da qualche anno ne stiamo vivendo un’altra altrettanto di impatto e trasversale, quella elettrica.

Al pari di quella digitale, quella elettrica è arrivata quasi sottovoce e sta prendendo letteralmente piede molto velocemente. Quando si parla di rivoluzione elettrica non si può non parlare di mobilità. In molte città sono comparsi i cosiddetti servizi di micromobilità in sharing e i monopattini elettrici hanno registrato un vero e proprio boom

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Al pari di quella digitale, la rivoluzione elettrica è arrivata quasi sottovoce e sta prendendo letteralmente piede molto velocemente. E quando si parla di rivoluzione elettrica, tra le altre cose, non si può non parlare di mobilità.

Ma non solo, l’e-mobility passa anche dalla crescita delle vendita delle auto elettriche: la Norvegia in questo senso fa scuola; la Cina è leader in questo settore; l’Europa registra quasi 200.000 veicoli venduti tra gennaio a marzo 2021; e negli USA, anche se la transizione va un po’ a rilento, comunque hanno in “casa” la Tesla, la compagnia che vende più auto elettriche nel mondo, anche per via del fatto che un’auto elettrica su quattro venduta sul suolo americano è proprio della società di Musk.

Insomma nei prossimi anni vedremo sempre più colonnine per ricaricare i veicoli elettrici lungo le nostre strade e ci sembrerà come se ci fossero sempre state. E vedremo anche sempre più persone a bordo di monopattini elettrici (o su altri mezzi simili) andare al lavoro, in palestra e pressoché ovunque (qui si inserirà il grande tema del ripensamento della viabilità cittadina, e non solo).

Una rivoluzione, quella elettrica, che ha davanti a sé una bella sfida: ridurre a zero l’uso dei combustibili fossili in favore di una energia più pulita. In questo senso le batterie saranno centrali in questa transizione: dovranno essere energeticamente efficienti, rispettose dell’ambiente ed economicamente vantaggiose. Solo così questa rivoluzione potrà compiersi completamente.

Buona lettura,

Ivan Zorico

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