Gli anni passano velocemente e le generazioni si alternano.

E’ il ciclo della vita e ci siamo abituati. Forse, però, non ci siamo resi conto di come il tempo trascorso tra la generazione tanto “chiacchierata” dei Millennials (nati ‘81-‘96) e la generazione Z, che stiamo imparando a conoscere, sia stato così breve. Sono loro i consumatori del futuro, nati tra la seconda metà degli anni Novanta e il primo decennio del secondo millennio che entro il 2020 saranno il più vasto gruppo di consumatori in tutto il mondo.

Nativi digitali per definizione, sono cresciuti con accesso alla rete e alle nuove tecnologie, multitasking e multi-channel, utilizzano una media di 5 dispositivi. Sono ottimisti e spinti dalle proprie ambizioni personali. Hanno un arco di attenzione molto breve non più di 8 secondi, in quanto cresciuti in un continuo bombardamento di informazioni imparando a valutarne velocemente qualità, utilità e scelta. Comunicano attraverso immagini e video.

Foto di Jess Foami da Pixabay
Foto di Jess Foami da Pixabay

Sono una generazione on-demand, e preferiscono i servizi in streaming come Netflix. Possono fare a meno di TV e PC, ma non di smartphone e laptop. Nati o cresciuti in piena crisi economica sono attenti a come spendono il proprio denaro, ricercano prodotti dalle caratteristiche uniche che valorizzino il loro stile personale. Sono esperti nell’effettuare ricerche online e sono shopper omnichannel. Non considerano la visita al negozio inutile, non prediligono l’acquisto esclusivo sul web ma necessitano dell’esperienza d’acquisto all’interno dello store.

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Sono altruisti, ambientalisti, attivisti vogliono occuparsi del mondo, del loro futuro, cercando di essere protagonisti del cambiamento e del rinnovamento. Sono molto consapevoli e preoccupati per l’impatto dell’uomo sul pianeta. Sono imprenditori, o almeno hanno il sogno nel cassetto di avviare una proprio attività. Ogni nuova opportunità deve essere considerata purché sia flessibile, stimolante, interessante, emozionante.

E’ una generazione nata con la tecnologia a disposizione, connessa in ogni come e dove, vivendo contesti sociali diversi tra le unioni civili, i flussi migratori, la crescita delle minoranze.

Foto di Dean Moriarty da Pixabay
Foto di Dean Moriarty da Pixabay

Si tratta di giovanissimi che hanno mosso i primi passi nel mondo in una società che ha vissuto eventi disastrosi ed impattanti. Hanno vissuto l’11 Settembre, la crisi finanziaria del 2008 è entrata nelle loro case, l’elezione di Trump e la Brexit stanno ponendo le basi per un cambiamento globale.

L’incertezza economica, il risentimento degli adulti, la sfiducia nei confronti delle istituzioni e la possibilità di avere informazioni continue a portata di click, hanno influito nel creare in loro fascino e curiosità non è più tanto la distanza anagrafica, ma la profonda differenza di comportamento, di scelte e modalità di consumo, di priorità nella vita e sul posto di lavoro.

Con caratteristiche così spiccate non si può certo essere indifferenti se si pensa che sono i nuovi consumatori e saranno quelli del domani.

Le aziende devono essere consapevoli di entrare in contatto con consumatori che prestano meno attenzione, ma sono in grado di filtrare le informazioni più velocemente e sono super-informati. Vanno generate strategie di engagement e conversioni, per far crescere la fiducia nel proprio brand, si dovranno studiare strategie ad hoc personalizzate e con forti leve del marketing emozionale.

Potrebbe essere una strategia vincente coinvolgere la Generazione Z nella co-creazione delle campagne, in quanto si tratta di giovani che sognano una propria attività e vogliono metterci del loro. Vivono l’esperienza come una parte necessaria nel processo di acquisto, vanno trovati modi innovativi per attirare la Generazione Z nei negozi e creare relazioni durature.

Foto di StartupStockPhotos da Pixabay
Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

Potrebbe essere utile coinvolgerli mostrando il lato umano dell’azienda, raccontando attraverso immagini e video il dietro le quinte e la quotidianità, non dimentichiamoci che sono attratti dalle story su instagram.

I social sono l’habitat naturale, è quindi necessario essere presenti sui social media con contenuti brevi ed accattivanti, Facebook non è più il social di riferimento per questa generazione, tenere presente dove trascorrono il tempo, dove condividono le loro esperienze e dove esprimono le loro opinioni. Amano agire per una causa, si pensi al Friday for future “Dear adults, use your power”, la giornata di sciopero globale degli studenti per chiedere ai propri governi di intervenire con politiche ambientali mirate a contrastare i cambiamenti climatici, un po’ tutti seguaci del fenomeno Greta Thunberg e fanno della green economy un valore. Per questo dalle aziende esigono trasparenza in merito ai processi di fabbricazione di un prodotto e sono interessati alla responsabilità sociale e al rispetto dell’ambiente. Parole come ‘naturale’, ‘sostenibile’ e ‘organico’ hanno un forte impatto su di loro.

Non da ultimo, siamo di fronte ad una generazione consapevole delle proprie responsabilità e delle opportunità che offre la Digital Transformation sia per gli strumenti di cui sono in possesso sia per la conoscenza alla quale hanno accesso e fortemente consapevoli della loro influenza.

Ingaggiarli nel processo di acquisto sarà una grande sfida… vedremo chi meglio ci riuscirà!

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