C’era una volta il MEDIMEX, il salone dell’innovazione musicale, nato a Bari nel 2011, come salone espositivo, e da subito delineatosi come una fra le più importanti fiere italiane nel campo della musica.

Nel corso degli anni, il MEDIMEX ha cambiato volto, spostandosi dai padiglioni della Fiera del Levante per riempire di senso e musica il centro cittadino, dapprima quello barese e, nelle ultime due edizioni, quello tarantino.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Ma MEDIMEX non è solo concerti live, incontri, presentazioni di mostre e libri o film, è una manifestazione a tutto tondo che dedica ad artisti, operatori e imprese della filiera musicale spazio per conoscersi, confrontarsi e formarsi grazie a workshop mirati all’accrescimento professionale ed al miglioramento di competenze specifiche e sempre più richieste sul mercato.

Il progetto targato Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale, non ha deluso le aspettative neanche in quest’ultima edizione, ricca come sempre di eventi che hanno reso Taranto capitale della musica, aperta e cosmopolita così come si vede soltanto in pochissime altre occasioni.

Le location più belle e suggestive della città sono state lo scenario ideale della manifestazione, che quest’anno ha accolto artisti internazionali del calibro di Editors, Liam Gallagher e Patti Smith.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Ampio spazio è stato dedicato ai cinquant’anni di Woodstock con la proiezione, nel Teatro Fusco, di tre pellicole dedicate a questo storico avvenimento; tre punti di vista, tre narrazioni e tre visioni differenti che raccontano i tre i giorni di pace, amore e musica che cambiarono profondamente l’America, e, di riflesso, il mondo intero.

L’urlo di Joe Cocker, la preghiera laica di Joan Baez, l’indimenticabile esibizione di Jimi Hendrix, la chitarra ed il ritmo travolgente di Richie Havens, icone del rock raccontate attraverso gli occhi del regista Michael Wadleigh e del suo rockumentary “Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica”; ma anche il salto generazionale di “My Generation – Woodstock 1969, 1994, 1999”, film del 2000 di Barbara Kople, che racconta anche le due successive edizioni del festival mettendo a confronto generazioni diverse tra idealismo e disincanto; per finire con  “Woodstock – Three days that defined a generation” di Barack Goodman, in anteprima per il MEDIMEX, che si sofferma più sugli aspetti emozionali di quel pubblico, unito dall’amore per il rock e dai profondi cambiamenti politici e di costume che la fine degli anni ’60 stava portando.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Il MEDIMEX non ha voluto celebrare Woodstock soltanto attraverso la cinepresa ma l’ha fatto anche utilizzando la fotografia e l’occhio di due grandissimi fotoreporter, Baron Wolman e Donald Silverstein, dedicando loro “Woodstock & Hendrix: THE REVOLUTION”, una mostra fotografica dislocata in due location, il polo universitario di Taranto e il MarTa (Museo Nazionale Archeologico di Taranto).

Baron Wolman, fotoreporter della rivista Rolling Stone, fissa quelle istantanee della piana di Bethel che resteranno per sempre nell’immaginario collettivo, e lo fa spostando la visuale dagli artisti al pubblico, fotografando facce, espressioni ed intenzioni; Donald Silverstein invece, si sofferma sulla figura di Jimi Hendrix, fotografandolo in studio e contribuendo all’immagine iconografica del chitarrista che rivoluzionò il rock. La mostra riesce a combinare bene queste due differenti visuali, per raccontare quell’epoca in cui la musica cambiò la storia.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Anche la sezione book stories del MEDIMEX è interamente dedicata a libri che raccontano di Woodstock, nei suoi vari aspetti.

Il critico musicale Ernesto Assante con “Woodstock ’69 – rock devolution”, racconta Woodstock attraverso le sue interviste ai personaggi che fecero la storia del concerto, mentre Riccardo Bertoncelli, nel suo “1969. Storia di un favoloso anno rock da Abbey Road a Woodstock”, offre una visione più ampia del 1969, anno ricco di avvenimenti che cambiarono profondamente il modo di fare musica.

Singolare nel suo genere è, invece, il libro presentato da Barbara Tomasino che in “Groupie, ragazze a perdere”, indaga sul ruolo trascurato delle groupie, ragazze al seguito della band di cui sono fan appassionate e che si donano totalmente ai loro beniamini, diventando simbolo della rivoluzione sessuale che attraversò gli anni a cavallo di Woodstock.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Il MEDIMEX non è solo film, mostre, libri e formazione, ma è soprattutto incontro con gli autori e musica live.

Da Mezzosangue a Frankie H-RNG, da Piero Pelù a Motta, ognuno con la propria storia da raccontare, un’esperienza che vale la pena ascoltare, quel dialogo tra pubblico ed autori che spesso manca e mette distanza tra chi fa musica e chi la ascolta.

Esperienza ed ascolto che il MEDIMEX riesce a catalizzare portando in Puglia performance di respiro internazionale che danno vita ad eventi live epocali.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Saranno ricordate la performance degli Editors, preceduti dai Cigarettes After Sex e l’esibizione di Liam Gallagher, ma resterà nella storia Patti Smith, che con il suo temperamento e la sua energia ha stregato il pubblico prima nella gremita aula magna dell’Università e poi sul palco della Rotonda del Lungomare.

Non parla una parola d’italiano e ne è visibilmente dispiaciuta, tanto da scusarsene, ma non smette mai di dialogare con il pubblico, un continuo omaggio alla città di Taranto ed alla sua gente, tanto da indossare una maglia del Taranto F.C., un’energia unica e prorompente che pervade la città ed esce dai confini della performance fine a se stessa.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Si chiude così, con il saluto della sacerdotessa del rock, l’edizione 2019 del MEDIMEX, ma non è un addio, è solo un arrivederci al 2020.

80mila presenze, oltre 500 gli operatoti, gli artisti e i rappresentanti di imprese musicali pugliesi che hanno partecipato alle attività formative di Puglia Sounds, oltre 2milioni e mezzo di interazioni sui Social, sold out per biglietti staccati e strutture ricettive.

Un risultato che supera ogni rosea aspettativa, ma anche la dimostrazione che basta veramente poco per valorizzare un territorio dalle enormi potenzialità che aspetta solo di essere scoperto e mostrarsi al meglio.

Una delle tante dimostrazioni di efficace valorizzazione dei territori depressi utilizzando strumenti culturali come musica, teatro, cinema, di cui ormai l’establishment della Regione Puglia è ben consapevole.

Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.
Foto ufficiali MEDIMEX 2019, su gentile concessione dell’ufficio stampa.

Al margine di pompose presentazioni di sterili, seppur sorprendenti, indicatori economici, il sentimento di riscatto di una città troppe volte bistrattata ed emarginata, troppe volte dimenticata, che almeno per qualche giorno si è sentita alla pari delle altre, non più problema ambientale, bensì bellezza da vivere ed ammirare e pura e semplice normalità.

Sperando che quest’onda positiva venga sfruttata al meglio e non diventi solo un episodio sporadico, l’appuntamento è per l’anno prossimo, ancora una volta a Taranto, con il MEDIMEX – International Festival & Music Conference del 2020, che vedrà anche una Spring Edition a Brindisi.

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