Lo Specchietto Retrovisore: Yellen e una possibile guerra valutaria

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Christian Zorico (160)

 

 

 

Immagine2L’ultimo appuntamento con lo Specchietto Retrovisore per quest’anno: i prossimi lunedì del 26 Dicembre e del 2 Gennaio, non verrà pubblicato il consueto aggiornamento.
Il primo numero di Gennaio invece sarà l’occasione per fare il punto sull’anno appena trascorso e provare ad identificare i temi che potrebbero essere cruciali per l’anno che ci apprestiamo a vivere.

Ma intanto guardiamo ancora una volta nello specchietto della nostra automobile finanziaria che ci ha accompagnato per tutto l’anno: appare chiaro il viso della Yellen che finalmente riesce ad alzare di 25 punti base il tasso di riferimento, dopo tanti obbligati rinvii e praticamente del tutto scontato dal mercato. Quello che invece è stato inaspettato è la previsione di tre rialzi per il 2017 invece dei precedenti due. Quasi a voler rafforzare l’idea del reflation trade pur tuttavia evidenziando qualche perplessità sulla bontà di un’espansione fiscale in questo particolare periodo.Yellen e Trump

Infatti pur riconoscendo nelle voci della Yellen e di Bernanke un chiaro invito a fare della politica fiscale un ulteriore boost negli anni passati, la Chairman della FED ha aperto gli occhi sulla possibile inutilità di misure espansive da parte dell’amministrazione Trump, ora che il tasso di disoccupazione è sotto il livello del 5%.

Certamente a guardare la price action dei governativi americani sembra che il timore inflazione sia nell’aria, una sorta di cartina di tornasole sulla credibilità che si porta dietro l’effetto Trump. Ma a ben vedere, parte del movimento del Treasury nelle ultime settimane, è derivato dalla riduzione di riserve da parte della Cina che ha visto diminuire di oltre 100 Billions l’ammontare in Treasury detenuto (passando da circa 1.250 Billions di Giugno a poco più di 1.100 Billions aggiornato al 31 ottobre).

Dietro questo trend si può immaginare un lapalissiano, quanto subliminale messaggio a favore dell’America di non continuare in politiche che rafforzino il dollaro. Ancora una volta sembra delinearsi una vera guerra valutaria e, probabilmente, la chiave di lettura per comprendere l’evoluzione delle asset class di riferimento nei prossimi mesi, passa proprio dal ruolo delle valute e dell’importanza strategica del biglietto verde.

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