E fu volatilità. Solo per un paio di giorni intendiamoci, ma almeno abbiamo avuto un’istantanea di cosa possa succedere quando gli investitori si affrettano ad uscire da un’unica “trade idea” cavalcata per troppo tempo.

L’indice VIX che sornione si assopiva nell’intorno dei 10, improvvisamente accelera sopra il livello dei 16. Il motivo scatenante è tutto politico, vero o presunto che sia, è sufficiente affinché si rientri nei più classici movimenti da “panico”. Gli indici azionari sono stati più reattivi rispetto al credito, che sembra allargare, ma con scambi ridotti. Tuttavia la paura dura appena due giorni e si ritorna a pensare che ogni minima correzione sia in realtà una valida opportunità di acquisto. Vero fino ad un certo punto perché, nel momento in cui l’equity rimbalza, la price action delle altre asset class segnalano qualche anomalia. Soprattutto la curva governativa americana che, per quanto debba riflettere un rimbalzo dell’OIL nelle aspettative di inflazione e sconta ormai per certo l’evento del rialzo a giugno, ha continuato ad appiattirsi sulle scadenze più lunghe.

Le vendite sul fronte azionario iniziate nella giornata di mercoledì, sono partite dalla crisi politica americana per via dei rapporti del nuovo governo con la Russia e le vicende relative alle indagini dell’FBI. Il vociferato impeachment del presidente Donald Trump tuttavia sembra essere, se pur circostanziato, frutto di ingigantimento della stampa. Certamente non porta rigore alla nuova amministrazione e Trump perde ancora una volta parte della fiducia incassata nelle elezioni; tuttavia non poteva essere il vero elemento di instabilità sui mercati.

E infatti è nella giornata di giovedì che si prende atto della crisi politica brasiliana, questa volta del tutto reale e legata allo schema di corruzione del nuovo Presidente Temer senza soluzione di continuità con la precedente amministrazione.
E ci rendiamo conto anche dell’affollamento negli ETF. Al mattino in Europa gli Exchange Traded Funds mostravano indicazioni di apertura tra il -8% e il -12%. La sensazione di un ennesimo trade affollato emergeva subito dal comportamento degli ETF che amplificavano il movimento dell’indice Bovespa.

ETF - Exchange Traded Fund. Fonte: investimentomigliore.net
ETF – Exchange Traded Fund. Fonte: investimentomigliore.net

A farne le spese, la valuta che si deprezza nei confronti del dollaro e il rischio paese complessivo che si innalza di circa 60 punti base portando il CDS sul Brasile a quota 265 punti base.

Cosa impariamo dalla settimana appena trascorsa e quale immagine resta impressa nel nostro “Specchietto Retrovisore”?
Un imbuto, dal collo sempre più stretto che non sopporta le tensioni del mercato, ci deve far riflettere nel momento in cui allochiamo le nostre risorse, limitate per definizione.

Christian Zorico: LinkedIn Profile

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