Lo Specchietto Retrovisore – 20/12/2015

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Christian Zorico (160)

 

 

 

Immagine3L’attesa si è risolta mercoledì 16 Dicembre, ore 20.00 italiane, con il primo rialzo dopo sette anni di politica economica accomodante della FED.  In realtà dal 29 Giugno 2006, quando il tasso ufficiale era stato fissato al 5.25%, abbiamo assistito ad una serie di ribassi per far fronte alla crisi finanziaria del 2008. Così ora il tasso ufficiale di sconto è stato portato dal range 0-0.25% al nuovo range 0.25%-0.50%.

Dallo statement e dalla conferenza stampa della Yellen sono emersi dei dettagli che lasciano però intendere come il processo di rialzo sarà improntato alla cautela e sempre in linea con la lettura dei dati. Inoltre, il bilancio della FED che ammonta a circa 4.5 trillioni di dollari, si ridurrà gradualmente anche perchè è stato assicurato il reinvestimento delle scadenze in essere, così come le cedole in arrivo.

la politica ed economista statunitense Janet Louise Yellen, presidente della Federal Reserve dal 3 febbraio 2014.
la politica ed economista statunitense Janet Louise Yellen, presidente della Federal Reserve dal 3 febbraio 2014.

Allora occhi puntati ai dati sull’inflazione che dovrä avvicinarsi al target del 2%, ma sotto osservazione speciale anche il mondo del lavoro. Occorrerà riscontrare costanti miglioramenti dell’economia affinchè i quattro rialzi previsti dai partecipanti del FOMC si palesino nel corso del 2016.

La fine di un’era, come ha affermato la Yellen, ma ha anche aggiunto che la forza del dollaro può essere transitoria, così come transitorio un livello di inflazione inferiore a quanto fosse ragionevole aspettarsi, dopo anni di easing monetario. Se ne deduce che probabilmente l’effetto delle commodities e in particolare dell’OIL, che ormai deprime una salutare crescita dei prezzi, sia da considerarsi nell’ampiezza di una fenomenologia transitoria.

Grafico_Crude Oil_da Investing.comGuardiamo assieme la reazione dei mercati in seguito all’annuncio, scontato, del rialzo e ci accorgiamo che il mercato ha realmente compreso quanto dovish nei toni sia stato l’annuncio: il flattening della curva americana, con i rendimenti della parte lunga in forte discesa, si spiega inoltre osservando il prezzo dell’OIL, sceso sotto i 35 dollari al barile.

Ancora tensione pertanto nel mondo del credito, per via delle OIL Company e dei paesi esportatori in seria difficoltà finanziaria; dal credito la strada che ha portato l’azionario a mangiarsi quanto fatto nei primi due giorni post FED è stata davvero breve. Un rialzo della volatilità ci accompagna verso gli ultimi giorni dell’anno, caratterizzati da una liquidità inferiore.

Appuntamento al prossimo Specchietto Retrovisore subito dopo Natale. Vi auguro buone feste e per ringraziarvi della vostra attenzione vi annuncio sin da ora che sarà rilasciato un numero speciale dello Specchietto retrovisore che vuole fare il punto dell’anno e provare assieme ad identificare i temi vincenti del 2016.

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