Il marketing, così come la comunicazione, sono discipline in continua evoluzione. E lo sono per almeno due motivi.
Il primo: sono discipline che “vivono” a stretto contatto con le persone le quali, per definizione, sono mutevoli; il secondo: sono discipline fortemente orientate all’innovazione.

Se si parla di innovazione in riferimento al marketing ed alla comunicazione non si può non parlare di uno dei più importanti cambiamenti tecnologici avvenuti negli ultimi anni: il digitale.

Il digitale ha dato a queste discipline la possibilità di amplificare enormemente la portata delle loro azioni e di poter sviluppare opportunità di business che precedentemente, con i mezzi che si avevano a disposizione anche solo dieci anni fa, non potevano essere percorse.Le opportunità del marketing digitale. L’intervista a Eleonora Rocca.

Certamente l’online ed il digitale non nascono dieci anni fa, ma quello che ha dato davvero nuova linfa al marketing digitale è stato l’avvento sul mercato degli smartphone (il primo Iphone nasce nel 2007). Si può azzardare a dire, in qualche modo, che il vero marketing digitale nasca proprio in quel momento.

Lo dico perché, se vi ricordare l’incipit dell’articolo, uno (se non il primo) dei pilastri del marketing (digitale e non) è di natura “esterna” al marketing stesso: le persone. Nulla come gli smartphone ha infatti cambiato il modo di vivere delle persone toccando prima, e mutando poi, ogni aspetto della loro vita. Qualsiasi aspetto, nessuno escluso.

Così il sociologo e filosofo Marshall McLuhan: “Le società sono sempre state modellate più dal tipo dei media con cui gli uomini comunicano che dal contenuto della comunicazione”.

Pensiamo, ad esempio, a come prenotiamo le nostre vacanze, a come eseguiamo le operazioni bancarie, a come guardiamo i film e le serie tv, a come ascoltiamo la musica. L’elenco, capite bene, è praticamente infinito. Non tocca quindi solo il “cosa” facciamo, ma anche il “come” lo facciamo.
In sostanza, si parla di nuovi modi di pensare e di vivere.

Non è un caso che l’attenzione verso il marketing digitale sia quindi cresciuta negli ultimi anni e, con esso, anche il valore economico di questo settore.
Ma c’è ancora tanta strada da fare perché, come sappiamo, c’è sempre della ritrosia nei confronti del cambiamento.

Per questo motivo, e per spiegare meglio le opportunità che mette a disposizione il marketing digitale, abbiamo voluto intervistare Eleonora Rocca – marketing manager, imprenditrice, digital strategy consultant e blogger – che nel 2014 ​fonda​ ​il​ ​Mashable​ ​Social​ ​Media​ ​Day​ ​Italia (l’edizione di quest’anno è ormai prossima: 18-19-20 ottobre presso lo IULM Open Space a Milano), una delle manifestazioni più importanti al mondo dedicate alla rivoluzione digitale e all’innovazione.

Con oltre 30 milioni di pagine visualizzate al mese, Mashable si classifica come uno dei siti web di tecnologia più popolari e influenti al mondo. Quello che non tutti sanno è che nel 2010 organizza negli USA il primo Mashable Social Media Day, evento di approfondimento sull’impatto del digital marketing e dei social media sulla comunicazione. Da questa esperienza, Eleonora Rocca decide di portare in Italia nel 2014 Mashable​ ​Social​ ​Media​ ​Day​ ​Italia che negli anni ha riscosso un grande successo, non solo tra gli addetti ai lavori ma anche tra gli appassionati alla materia.

Eleonora Rocca, marketing manager, imprenditrice, digital strategy consultant, blogger e fondatrice, nel 2014,​ del​ ​Mashable​ ​Social​ ​Media​ ​Day​ ​Italia
Eleonora Rocca, marketing manager, imprenditrice, digital strategy consultant, blogger e fondatrice, nel 2014,​ del​ ​Mashable​ ​Social​ ​Media​ ​Day​ ​Italia

D: Ormai è innegabile che stiamo vivendo quella che in molti definiscono la “Rivoluzione digitale”. Nel 2017 l’industria digitale in Italia ha toccato gli 80 miliardi di euro, comprensivo di tutto l’indotto. Dal tuo punto di vista quali possono essere i possibili sviluppi? Vedi un settore in particolare che possa esserne maggiormente influenzato?

R: A mio avviso i possibili sviluppi devono essere la reale e strategica applicazione delle strategie di marketing digitale e il reale investimento delle aziende nel generare domanda utilizzando tutte le leve del marketing mix ma con particolare attenzione al marketing digitale. Quello che secondo me sta avvenendo negli ultimi anni è la crescita dell’attenzione in merito a questi temi, la voglia di imparare, di saperne di più, di esplorare nuove strade e allargare gli orizzonti. Tuttavia ritengo che in Italia ci sia ancora molta resistenza al cambiamento e anche poca effettiva consapevolezza del reale potenziale di questi strumenti. Penso che il marketing digitale possa e debba essere applicato a tutti i settori, specie a quelli che hanno come obiettivo l’internazionalizzazione perché, attraverso l’utilizzo del marketing digitale, diventa molto più semplice aprirsi a mercati lontani ma con un potere di spesa molto più ampio.

D: Rispetto anche a pochi anni fa ho riscontrato che tra gli operatori del settore ci sia una enorme consapevolezza e maturità sulle reali possibilità del digitale nello sviluppo del business. Di contro, ho la sensazione che l’imprenditoria italiana (le PMI ma non solo) ancora non sia totalmente aperta al digitale e che lo guardi ancora con sospetto. Cosa pensi a riguardo? E, se confermi l’inciso, cosa si potrebbe fare per agevolare una maggiore apertura al digitale?

R: Come dicevo anche prima, sono totalmente d’accordo con questo tuo punto di vista. Penso che una maggiore apertura al digitale possa essere agevolata dalla scelta dei giusti professionisti con i quali sviluppare queste strategie. Se un’azienda rischia investendo su strategie completamente nuove ma con l’aiuto di persone competenti, potrà godere di buoni risultati e di conseguenza condividere e diffondere il proprio pensiero con altri professionisti e aziende del settore, generando una consapevolezza positiva rispetto agli strumenti e alle tecnologie di ultima generazione.

D: Nel report “The Future of Jobs 2018″ del World Economic Forum si evince che entro il 2025 il 52% delle attività lavorative attuali sarà gestito da robot, in sostanza il doppio di quanto avviene oggi. Sappiamo quanto la formazione continua sia fondamentale per restare al passo con i cambiamenti tecnologici; secondo la tua esperienza quale sarebbe il percorso che un giovane, ma non esclusivamente tale, dovrebbe seguire per intercettare questi cambiamenti nel mondo del lavoro?

R: Penso che i lavori ad alto contenuto strategico e creativo, non potranno mai essere sostituiti dalle macchine, di conseguenza se si punta ad essere altamente formati e specializzati penso che non si corra alcun rischio. Per stare al passo con il futuro, in generale, ai giovani consiglio di viaggiare molto, di guardare alla Germania, all’Inghilterra, alla Cina, agli Emirati Arabi e agli Stati Uniti, in quanto il mondo là fuori è molto diverso dall’Italia e le opportunità di crescita o anche solo di imparare cose nuove sono davvero tante.

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