É uno strano mosaico quello che fa capolino dalla Copertina d’Artista dell’ultimo numero di Smart Marketing intitolato, come ogni fine anno, “Simply the best”.

Undici strisce diagonali irrompono nel nostro campo visivo come un glitch, e subito il nostro sguardo cerca di dare un senso ed un ordine a questo caleidoscopio di immagini che si affastellano l’una sull’altra.

Riconosciamo un paio di volti, un corpo sinuoso, alcune geometrie, uno strano gatto, quello che sembra un pesce e altre cose che non riusciamo proprio a definire. Ci chiediamo, dopo più di otto anni  e quasi 100 Copertine d’Artista di Smart Marketing, che cosa abbia voluto rappresentare l’artista di questo numero realizzando un’opera così densa e stratificata.

Ma la spiegazione, che nell’arte contemporanea è spesso più complicata e complessa della domanda, questa volta è semplice: Non si tratta di una singola opera ma di un mosaico di undici opere di altrettanti artisti, o meglio sarebbe dire street artist, visto che queste opere sono dei giganteschi murales.

Ritornano sulle nostre pagine (ed a Taranto), a distanza di circa un anno, gli artisti e il Progetto TRUSt (Taranto Regeneration Urban and Street), giunto alla 3° Edizione, al quale avevamo dedicato l’intero numero di Ottobre 2021, intitolato per l’occasione “Street marketing”.

Nell'Immagine la Copertina d'Artista del n° 104 di Smart Marketing

É il terzo anno che il grande ed ambizioso progetto di rigenerazione urbana agisce su Taranto, concludendo un percorso cominciato nel 2020 con 6 artisti, proseguito nel 2021 con 16 e conclusosi (forse?!) quest’anno con 11.

Il Progetto T.R.U.St. è stato ideato e realizzato dall’APS Rublanum e dall’Associazione Mangrovie in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Taranto (Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Marketing Territoriale) e con il sostegno della Regione Puglia, che ha portato a Taranto , anche quest’anno, 11 street artist di fama internazionale che hanno realizzato altrettante opere monumentali in diversi quartieri e zone della città.

La direzione artistica del progetto è stata di Giacomo Marinaro (Gulìa Urbana e APS Rublanum), mentre quella organizzativa ha visto lo stesso Giacomo Marinaro insieme a Matteo Falbo e Andrea Falbo dell’APS Rublanum e Mario Pagnottella dell’Associazione Mangrovie, curatore del progetto TRUSt.

Gli street artist invitati in questa 3° edizione sono: Aches (IE), Anna Taratiel (ES), Etsom (IT), Morne (IT), Super A (NL), Vesod (IT), Alessandra Carloni (IT), Dadospuntocero (ES), Iota (BE), Jdl (NL) e Joys (IT).

Anche quest’anno noi di Smart Marketing vi proponiamo un tour cittadino per scoprire tutte e 11 le opere d’arte, dislocate per lo più nel quartiere Salinella (8), poi nel Quartiere Paolo VI (2) ed infine nel Borgo (1).

Cominciamo dal quartiere Salinella dove, percorrendo Via Lago di Monticchio, troviamo la maggior parte dei murales: a colpirci subito è una delle prime opere realizzate: le geometrie cromatiche della spagnola  Anna Taratiel richiamano alla nostra mente sia i quadri di Mondrian che il rigore e l’ordine della Scuola di Bauhaus,ma in realtà sono ispirati ai balconi ed agli edifici del quartiere.

Più avanti è il figurativo puro a farla da padrone, con l’italiano Morne (al secolo Claudio Chiaravalloti) che riprende un murales preesistente e lo amplia fino a coprire tutta la facciata di un edificio; l’opera è un omaggio alla compianta Nadia Toffa, l’inviata delle Iene molto legata a Taranto.

Sempre sulla stessa via, ci accoglie la straordinaria sirena, o forse è una dea, che emerge dalle acque del Golfo di Taranto, dell’Italiano Vesod, che stira, distorce e comprime la nostra prospettiva, l’immagine stessa, ma anche il tempo e lo spazio, “costringendoci” a fermarci e concentrarci su di essa per coglierne il significato e l’essenza.

Ancora più avanti si staglia l’immenso gatto con gli stivali dell’olandese Super A, un’opera incredibile realizzata a spirali sovrapposte che ricorda, e forse omaggia, la celebre opera di “Vincolo d’unione” dell’incisore e artista Escher (anch’egli olandese), un’opera che certamente ha richiesto una perizia tecnica enorme per essere realizzata.

Scopri il nuovo numero: “Simply the best 2022″

Un anno non è mai solo un anno. E il tempo non ha le ali, non vola. Diventiamo padroni di noi stessi e riappropriamoci del nostro tempo.

Infine, sempre su questa strada, troviamo una delle opere più spettacolari di tutte, il pellicano iperrealista e in 3D, realizzato dallo spagnolo Dadospuntocero, che da subito ci colpisce per le sue linee e per i colori POP, ma, se andiamo oltre la meraviglia iniziale, ci accorgiamo che il pellicano è realizzato con i rifiuti, e ci rendiamo conto che la sua è una profonda riflessione e critica sull’inquinamento.

Sempre nel quartiere Salinella, ma in via Golfo di Taranto, ci accoglie il gigantesco volto realizzato dall’artista belga Iota, che non si limita ad una rappresentazione plastica, ma scompone e ricompone  l’immagine attraverso geometrie cromatiche, offrendoci diverse prospettive del volto.

Poco distante, sempre su via Golfo di Taranto, con un salto fuori dalle acque ci sorprende il grande delfino dell’artista italiano Estom (al secolo Alessandro Conti), che omaggia il simbolo della città con uno dei murales più grandi di questa 3° edizione.

L’ottavo ed ultimo murales della Salinella si trova in via Lago Maggiore, dove l’italiana Alessandra Carloni realizza un’opera dal grandissimo impatto visivo, perfettamente in equilibrio fra i tratti onirici tipici del surrealismo e le opere di Moebius. Il gabbiano gigante cavalcato da una ragazza sembra uscito da un ricordo, o meglio da un sogno, di quando eravamo bambini.

Arrivati in centro, su Viale Virgilio ci accoglie la grande opera 7,5 X 16 metri, dell’italiano Joys, che gioca con la nostra percezione attraverso geometrie. linee e lettere, realizzando una sorta di gigantesco rompicapo enigmistico che ci invita a fermarci, ammirarlo e cercare di risolverlo.

Uscendo dal centro della città e dirigendoci nel quartiere Paolo VI, sul Viale XXV Aprile, ci sorprende l’immensa opera dell’irlandese Aches, che su di una parete di 10 X 29 metri realizza un complesso ritratto a figura intera di un ragazzo utilizzando le tecniche dei sub-pixel e della teoria additiva del colore. Impossibile rimanere indifferenti davanti a quest’opera che, come altre di questa 3a edizione, ci invita a fermarci ed osservarla con attenzione per cercare di coglierne tutte le sfumature e i significati.

Infine, sempre a Paolo VI e sempre su Viale XXV Aprile, su una parete di 31 metri d’altezza, possiamo vedere la danzatrice dell’artista olandese JDL (Judith de Leeuw), un corpo femminile che fluttua nell’aria con grazia, realizzata con i toni del grigio e pochi altri sprazzi di colore rappresentati da un drappo azzurro e un cerchio, quasi un’aureola, dorato. Qualcosa, però, nell’opera tradisce altri significati: l’espressione della danzatrice e le  tre mani maschili che sembrano ghermirla probabilmente alludono alla questione femminile e alla violenza contro le donne, tematiche sociali quanto mai care all’artista. 

Per il terzo anno consecutivo, il Progetto TRUSt realizza a Taranto uno dei musei di arte contemporanea più grandi e belli d’Italia e d’Europa. Con gli 11 artisti di questa 3a edizione, salgono a 33 le opere realizzate.

Trentatré visioni d’artista della nostra città, dei suoi quartieri. delle persone che li abitano e dei significati che la rappresentano. Tutti gli artisti coinvolti nel progetto hanno portato il loro personale “punto di vista” sulla città di Taranto trasformandolo in opere che ci chiedono di essere viste, ammirate, contemplate, interpretate e, soprattutto, amate.

Una città come Taranto, che spesso e volentieri nella sua storia passata e recente è stata chiusa su se stessa, non potrà che beneficiare di questi sguardi “altri” che gettano una nuova luce sulla nostra città e sulle sue potenzialità.

Come ebbe a dire la giornalista e Premio Pulitzer Mary Schmich:

“La buona arte è quella che ti lascia entrare da tante angolazioni diverse e uscire con tante prospettive diverse”.

 

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