Una giostra variopinta e leggiadra gira vorticosa sulla copertina del numero di Aprile del nostro magazine; a farla roteare forse un bambino, o una donna, o un uomo, una persona volutamente indefinita, quasi a voler rimarcare più l’importanza del gesto e l’universalità del gioco che l’identità di chi effettivamente lo stia compiendo.

Ma non è il mistero né la volontà di svelarlo la sensazione che proviamo davanti a questa immagine, la prima cosa che accade è che un’emozione, molto forte, irresistibile, ci rapisce e ci trasporta in quel mondo fatato della nostra infanzia.copert2

Un’emozione particolare, composta in egual misura da gioia, magia e stupore, che agisce in noi proprio come una macchina del tempo, riportando alla nostra coscienza i ricordi più belli, i colori più splendenti, i profumi più inebrianti e i suoni più dolci di sempre.

Quest’emozione è la nostalgia, e noi la sentiamo agire potente dentro di noi quando un’opera, prima di parlare alla nostra mente, parla direttamente al nostro cuore.

Ma perché quest’immagine ha questo effetto nostalgico su di noi?

Sarà che l’infanzia di ciascuno di noi, salvo casi particolari, quando la ricordiamo da grandi è sempre favolosa; sarà che la giostra, come quella dei parchi, in questo momento, dopo due mesi di lockdown da Coronavirus, ci pare una macchina meravigliosa calata in una natura fantastica e irraggiungibile; sarà che davanti ai giochi, soprattutto quelli più semplici, immediatamente diventiamo bambini desiderosi solo di divertirci, ridere e girare.

Una spiegazione definitiva non c’è, ma una cosa è certa, l’opera dell’artista di questo mese, Grazia Salierno, ci strappa immediatamente un sorriso, un sospiro e, ai più sensibili, anche una lacrimuccia.

L'artista di questo mese, Grazia Salierno.
L’artista di questo mese, Grazia Salierno.

Ma, come sappiamo bene, nell’arte un’immagine contiene più di quello che mostra, ed anche in questo caso, trattenendo il magone che ci assale ed abbandonando per un momento i ricordi nostalgici, osservando più attentamente l’opera, cogliamo altri elementi che la generosità dell’artista ha disseminato per noi.

Abbiamo detto che l’’opera pare un trottola, anzi un turbine iridescente di colori che sconquassa non solo la composizione pittorica ma anche la nostra percezione; dobbiamo strizzare gli occhi per vedere meglio, ma il risultato non cambia, sembra che l’intenzione dell’artista sia stata proprio quella di rappresentare non una scena ma un “passaggio”, non un soggetto ma un “processo”, non qualcosa di statico ma qualcosa che si “trasforma”.

Scopri il nuovo numero > Reset

Dopo aver parlato, a febbraio, dell’interconnessione in “Virale” ed esserci interrogati a marzo sulla situazione attuale in “Tutto andrò bene (?)”, oggi, con “Reset”, vogliamo parlare di soluzioni concrete. L’online ed il digitale saranno quantomai utili per offrire soluzioni e creare nuove opportunità.

Passaggio, processo, trasformazione, tre parole che durante questa quarantena, durante questo tempo sospeso, abbiamo sentito, invocato e immaginato tante volte, ma che adesso che si avvicina la “Fase 2” dovremo mettere finalmente in pratica e, non è detto che ci sentiamo pronti.

Il titolo scelto dalla Salierno dissipa ogni residuo dubbio sul significato dell’opera: “Reset”. Ed in effetti, adesso ci pare chiaro, il roteare della giostra, sfumando i colori e i contorni, fa assomigliare il tutto al pulsante del “Reset” che troviamo sui nostri computer e, guarda caso, “Reset” è non solo il titolo dell’opera, ma anche il tema del numero del nostro mensile che vuole fare il punto su tutte quelle buone pratiche che dovremo adottare nella famigerata ed agognata “Fase 2”.seggi

Quindi eccoci qua, ci dice l’artista, siamo tutti su una giostra, stiamo girando all’impazzata, le emozioni, le sensazioni, i pensieri si inseguono e si mescolano come in un gigantesco frullatore, la forza centrifuga ci spinge all’esterno, ma noi siamo fortemente attaccati ai sostegni, un po’ per paura di volare via, un po’ perché abbiamo perso le nostre coordinate spaziali; ci gira la testa, abbiamo le vertigini e vogliamo fermarci e scendere, ma anche continuare a girare all’impazzata.

Grazia Salierno ci offre una splendida, e potente, metafora del nostro tempo presente: sospeso, incerto, caotico, preoccupato, ansioso, turbinoso e al tempo stesso immobile. Un tempo rubato alla normalità, alla primavera, al sole, all’aria aperta, ma anche un tempo di riflessione, di meditazione, di crescita, di studio, di trasformazione, di travaglio e di rinascita.

Un tempo, che da domani comincerà a scorrere in avanti e non a ruotare sul posto, un tempo nel quale torneremo, si spera migliori, ma sicuramente diversi, un tempo per ridisegnare le nostre mappe e ripercorrere i nostri sentieri verso un futuro, che mai come ora ci spaventa ed allo stesso tempo ci sembra carico di promesse. Il nostro tempo, il nostro nuovo rinascimento.

Grazia Salierno, classe 1975, è un’artista di Adelfia in provincia di Bari. Questa è la seconda collaborazione con il nostro magazine, aveva già illustrato la Copertina d’Artista del n° 55 del nostro mensile “Il Natale che verrà”, nel Novembre del 2018.la-me

Dopo il diploma al Liceo Artistico, nel 2000 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bari, specializzandosi in seguito nella grafica pubblicitaria attraverso la frequentazione di un corso di formazione regionale. Comincia subito a lavorare nel settore grafico, prima in un’azienda ed in seguito in uno studio. Parallelamente la sua attività artistica la porta a numerose partecipazioni a mostre collettive, personali, bipersonali, concorsi, progetti e premi su tutto il territorio nazionale.

L’artista è molto impegnata anche sul fronte dell’associazionismo, infatti è consigliera dell’associazione culturale “Live in Art”, con la quale organizza progetti, corsi e concorsi legati all’arte, oltre ad essere un membro molto attivo dell’associazione Alauda di Adelfia (BA).

 

Ultime mostre e concorsi:

2020

“In corporeo”, Onart Gallery, Firenze;

“Ma che natura”, organizzato dall’ass.ne Alauda, Palazzo ex municipio ad Adelfia (BA).

2019

“Nato da donna” Meditazione in arte, in collaborazione con Fidapa BPW ITALY Sezione Altamura;

Primo premio concorso artistico “Art and Act”, Premio Marie Marzloff, Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, Palermo;

Primo posto parimerito al Premio Nazionale d’Arte “Il Francobollo d’oro 2019″, promosso da “La bottega dell’angelo”, Ostuni.

2018

“Multiculturità art contest 2018”, secondo Premio “Musica nell’Arte Visiva”;

“Human Rights”, organizzata dall’Associazione Internazionale Arti Plastiche Italiane (AIAPI), Rovereto.

 

 

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