Come dovremmo rappresentare un nostro autoritratto nei tempi virtuali e fragili che abitiamo?

In passato ai pittori bastava uno specchio ed un lento e minuzioso lavoro al cavalletto, più di recente l’autoritratto fotografico, magari alterato e elaborato, sempre grazie all’ausilio di uno specchio, ha rappresentato il perfetto esempio di rappresentazione di se. Perfino il cinema si è concentrato sul volto, sul primo piano, per rappresentare la persona ed insieme la sua storia, la sua biografia celata in ogni ruga, in ogni poro in ogni espressione.

Ed oggi?

Niente più cavalletti, niente tele, colori, pennelli, ne macchine fotografiche o videocamere, soprattutto niente più specchi nei quali “riflettersi”.19549815_683719505154004_1332915497_o

Pare strano ma, il volto, il viso, con tutta la sua gamma di espressioni, con il suo vissuto, la sua storia, unica ed irripetibile, non pare più essere necessario. Questo almeno è quello che dobbiamo dedurre contemplando l’opera che fa da copertina al numero di giugno del nostro magazine.

L’autoritratto propostoci dall’artista Lorenzo Galuppo, altri non è che un semplice ed essenziale biglietto da visita, sul quale sono riportate due sole e stringate informazioni: il nome completo dell’artista ed il link del suo profilo Facebook.

Non serve la professione, chi più si identifica con il proprio lavoro, ammesso che c’è l’abbia? Non serve il titolo, cosa mai potranno dire di noi gli studi che abbiamo svolto, in un Paese dove i cervelli migliori fuggono all’estero? Ne occorre sapere l’indirizzo, chi ha bisogno di un domicilio quando si possiede un profilo Facebook o un dominio internet? Non serve nemmeno un numero di telefono, perché parlare quando possiamo limitarci a chattare o messaggiare?

L'artista di questo numero Lorenzo Galuppo.
L’artista di questo numero Lorenzo Galuppo.

Ciò che occorre per un autoritratto è solo un nome ed un qualsivoglia indirizzo internet. Nel mondo sempre più virtualizzato, effimero e sfarinato che tutti noi abitiamo, ciò che ci definisce, ci dice l’artista, sono solo queste due essenziali informazioni.

Certo, qualcuno obbietterà, che ci sono i selfie, e che, in un certo senso potrebbero essere questi i nostri autoritratti. Ma i selfie ci ritraggono sempre insieme a qualcuno o in qualche posto, e benché ci raffigurano, in realtà non ci riflettono, ci dicono solo dove eravamo e con chi ma nulla ci dicono di chi siamo, cosa sogniamo, cosa speriamo, cosa desideriamo.

A ben vedere i selfie sono l’altro risvolto della medaglia dell’irriverente autoritratto propostoci dal nostro artista, ne uno ne l’altro aggiungono qualcosa sul nostro conto, nulla spiegano, nulla definiscono, il “biglietto da visita” di Lorenzo Galuppo e come un selfie, cristallizza un momento qualunque, una persona qualunque, nel mare magnum della rete.

Brainstorming su poster pubblicitario (opera vincitrice tel terzo premio sezione pittura concorso Nocivelli)
Brainstorming su poster pubblicitario (opera vincitrice tel terzo premio sezione pittura concorso Nocivelli)

Nella sua corsa sfrenata verso il progresso, l’Occidente, ma meglio sarebbe dire gli occidentali, come più volte ribadito, stanno smarrendo la loro identità che si sfarina in una miriade di profili social, tutti uguali, tutti con le stesse foto, i stessi viaggi, le stesse esperienze, i stessi rituali, le stesse vite insomma.

L’intervento di Lorenzo Galuppo, affonda, in un certo senso il coltello nella ferita aperta sul ventre molle dell’Occidente, l’artista ci dice che le nostre vite non possono, e non devono, essere definite unicamente da una effimera presenza virtuale. Un indirizzo internet, un sito, un profilo social, non devono essere le uniche cose che ci definiscono, perché il rischio è dietro l’angolo, cosa sarà delle nostre vite se la rete implodesse, se il cloud  facesse crack, se Facebook chiudesse i battenti? Le nostre identità farebbero la fine dei messaggi di Snapchat, un altro celebre servizio di messaggistica, che rimangono attivi solo per 24 ore, un’esistenza a tempo, programmata, a scadenza, che renderebbe ancora più fragili le nostre già precarie identità virtuali.

L’autoritratto di Lorenzo Galuppo, che sicuramente e debitore alla geniale irriverenza di artisti come Duchamp e Cattelan, come una scatola cinese, nasconde all’suo interno un ulteriore e definitivo “messaggio” che lasciamo alla curiosità dei nostri lettori scoprire.

Nuvole
Nuvole

Ricordando l’ammonimento di Thomas Merton “Gli altri possono darti un nome o un numero, ma non possono mai dirti chi tu realmente sei. Quello è qualcosa che puoi scoprire solo tu stesso dal tuo interno”.

Lorenzo Galuppo (classe 1995) di Genova ma pugliese di adozione. Studia da prima al Liceo artistico “Vincenzo Ciardo” di Lecce, poi, dal 2014 all’Accademia di Belle Arti di Bari.

Eclettico sperimentatore di tecniche e materiali la sua ricerca si esprime prevalentemente attraverso la rielaborazione e reinterpretazione di volantini e manifesti pubblicitari, sui quali l’artista appone il suo segno grafico, alla maniera del pittore statunitense Cy Twombly, confezionando degli originalissimi ready made dal retrogusto pop.

Brainstorming poster pubblicitari
Brainstorming poster pubblicitari

Ultime mostre:

2017

  • Mostra collettiva “La natura morta”, Centro d’arte Gerardini, Mola di Bari;
  • Mostra collettiva “Acqua ossigenata”, Studio Dermatologico Filannino, Barletta;
  • Mostra collettiva “in e out”, “MAAAC Museo Arte Moderna Area Archeologica Cisternino”, Cisternino;
  • Mostra collettiva “Futuro prossimo – 16 processi creativi”, Atelier Photographerie Bari;

2016

  • Mostra collettiva “La pittura ovunque” Accademia di belle arti di Mola di Bari ex Monastero Santa Chiara;
  • Mostra collettiva “PARADISE”, Galleria MOMART, Matera;
  • Mostra collettiva “Premio NOCIVELLI”, Accademia di belle arti di Brescia “Santa Giulia”;
  • Mostra collettiva “Il segno della passione”, Ggalleria dell’Accademia di belle arti di Mola di Bari;
  • Mostra collettiva “PARADISE”, Galleria BLUORG, Bari;
  • “Premio NOCIVELLI”, Verolanuova, “Chiesa della Disciplina”;
  • Mostra collettiva ‘Il segno della passione” Sala de exposiciones Faculta de bellas artes universidad complutense de Madrid, Espana;
  • “Premio IL PENDIO”, Corato;
  • “Archeo-Modernitas”, “Palazzo dell’Ateneo”, Bari;
  • “NIKOLART”, Spazio Murat, Bari.
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