Italiani: popolo di poveri, ma connessi!

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Ivan Zorico (123)

 

 

 

Pochi giorni fa è stato diffuso il 50° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2016.

50 Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2016
50 Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2016

La fotografia che ne viene fuori non è molto confortante.

Secondo quanto riportato dal 50° Rapporto Censis, gli under 35 anni sono destinati ad essere più poveri dei loro padri e dei loro nonni. Ma non basta. Saranno anche più poveri degli under 35 di 25 anni fa avendo, rispetto a quest’ultimi, un reddito più basso del 26,5%.

E se poi confrontiamo il reddito dei giovani italiani agli inizi degli anni ’90 con quello di tutti gli italiani di allora, scopriamo che i loro redditi erano superiori alla media della popolazione: +5,9% contro un -15,1% di oggi. Insomma il trend si è completamente invertito.

E se a questa situazione particolare ci aggiungiamo anche che i consumi delle famiglie si sono ridotti di quasi il 6% tra il 2007 e il 2015, non possiamo che ribadire quanto detto: la fotografia che ne viene fuori non è molto confortante.

 

Ma se pure ci troviamo in questa situazione economica negativa, la spesa complessiva per acquistare prodotti tecnologici per connettersi, non è affatto diminuita. Anzi, è aumentata: +41,4% la spesa per acquistare un pc e +191,6% per lo smartphone.

Lo smartphone è indubbiamente è il 1° dispositivo che gli italiani scelgono per comunicare. In fila, la preferenza ricade su: WhatsApp, Facebook, Youtube e Twitter. In linea generale, gli under 30 sono molto più attivi sui sociali degli over 30 ma, quest’ultimi, ormai utilizzano in grande misura questi nuovi mezzi di comunicazione.

Italiani connessiSempre secondo quanto riportato dal 50° Rapporto Censis, gli italiani utilizzano la Rete ed i social per informarsi, guardare film o sport, organizzare il tempo libero (viaggi e vacanze), comprare prodotti e fare operazioni bancarie.

Il mondo dell’informazione, il loro reperimento e diffusione è profondamente cambiato.
Nel 2016 gli italiani che dichiarano di guardare i telegiornali sono il 63%, contro l’80,9% del 2011. Se guardiamo la sola fetta degli under 30, la percentuale si abbassa notevolmente fermandosi al 45,7%.
Il TG resta comunque ancora stabilmente il 1° canale di informazione preferito dagli italiani che, come abbiamo appena visto, viene scelto dal 63%. Seguono Facebook con il 35,5%, i giornali radio con il 24,7%, i quotidiani con il 18,8%, i motori di ricerca con il 19,4%, YouTube con il 10,8% ed infine Twitter con il 2,9%.

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