Perché scegliere questo libro?

Perché è un classico, così classico che potete trovarlo a pochi euro nei mercatini di libri usati, o se preferite risparmiare anche quei soldi e prendere un gelato, anche gratuitamente in biblioteca. Si sa, la cultura non paga e qualche euro in più in saccoccia fanno sempre bene. E come dice il libro: “lavorerò di più” è un motto sempre valido.

Avete indovinato il titolo? Se non è così, ecco un altro indizio!

Quando leggerlo?

Il libro rappresenta un giusto mix tra l’avventura, ma non così eccitante da doverlo leggere tutto d’un fiato (altrimenti, sarà anche costato poco, ma se in una notte è già tutto finito, forse conveniva spendere un po’ di più per farlo durare almeno una settimana) e il fantasy. Una gigantesca favola, come quelle di Esopo, che possono essere lette sia per diletto che in modo allegorico. E questo rivela un altro aspetto del romanzo, quello più profondo, filosofico, di crescita e analisi del mondo e di questi tempi. Si riesce addirittura a scorgere l’imperativo categorico kantiano del dovere per il dovere. Come quando a chi si ribella al potere e ai suoi diktat viene tolto il cibo. E anche su questo, gli esempi attuali si sprecano.

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Come leggerlo?

Il mio consiglio è di sorseggiare qualche pagina subito dopo le notizie del mattino, davanti a un caffè, o all’aperitivo. Questo per confrontare il libro con la realtà. Infatti anche nella storia ci sono fake news che vengono diffuse come mantra insegnati alla massa. Venendo ripetuti all’infinito diventano verità, non tanto perché vere ma perché credute da tutti. E per di più ci sono informazioni che cambiano nel tempo, che sono corrette, che vengono addolcite, contraddette e cancellate dai potenti per mantenere lo status quo. Ciò ricorda tanti episodi di un recente passato.

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Durante le ferie cerchiamo di rilassarci e di vivere esperienze nuove e il libro in questo senso rappresenta un valido alleato: riduce lo stress, apre la mente, ci distoglie dal pensare a problemi e incombenze.

Dove leggerlo?

Il libro va letto lontano da tutti e poi chiacchierato con il vicino di ombrellone o di baita, buttando sapientemente lì delle considerazioni. Questo perché oggi la capacità critica viene spesso meno, discernere le fonti non è sempre facile, ma soprattutto è faticoso. Ecco perché l’allegoria, a una mente sapiente, può dare spunti per analizzare l’oggi. L’ideale sarebbe l’ambiente agreste, per immedesimarsi meglio nelle pagine narrate. Direi quasi una fattoria!

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Chi sono i personaggi?

Nel libro ci sono porci seduti sulle poltrone che non intendono abbandonarle, personaggi uccisi per inganno dai seguaci dei suini, i quali, pur di non perdere il potere trovando capri espiatori per giustificare il loro cattivo operato. Chiunque cerca di scappare dal pensiero della massa viene ucciso, isolato, anche quando cerca di aprire gli occhi agli amici. E infine, chi sembrava amico, si rivela il peggiore dei nemici.

Avete indovinato il titolo?

Se non è così, leggete in fondo per scoprirlo

Nell'immagine capovolta il titolo "la Fattoria degli animali di George Orwell - Samart Marketing

 

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