Una delle questioni di più stringente attualità in merito all’Intelligenza Artificiale è quella che attiene al diritto.

La domanda delle domande è: “ma se un sistema di A.I. sbaglia, chi ne risponde?” Ed ancora, di chi è la responsabilità? É del produttore del sistema? È un concorso di colpa con il fruitore del servizio? Oppure è colpa dell’evoluzione del sistema e quindi dell’A.I. stessa?

Queste sono le tematiche principali cui si stanno dedicando le istituzioni internazionali, i giuristi, i legislatori e gli esperti di diritto più capaci al mondo. Per avere un quadro di riferimento normativo, nel caso in cui una delle innumerevoli intelligenze artificiali di cui si sta riempendo la nostra quotidianità dovesse sbagliare, arrecando danno o violando la privacy di un essere umano, dobbiamo saper distinguere il colpevole, la vittima, le responsabilità, il tipo di danno, la pena e il risarcimento. E tutto questo, che è già difficile dipanare fra controparti umane, diventa ancora più arduo quando a scontrarsi “legalmente” saranno un essere umano ed un sistema di intelligenza artificiale.immagine2

A parlarci di queste domande cruciali ed a cercare di dare qualche risposta è Giangiacomo Olivi, Responsabile europeo TMT, privacy e cybersecurity dello studio legale Dentons, protagonista dell’8° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information tecnology).

È proprio Giangiacomo Olivi, a dialogo con il giornalista Igor Principe di Radio IT, a dirci che questo è un momento cruciale per le tematiche del diritto riferite all’A.I.. La Commissione Europea, ad esempio, si è da poco espressa sulla questione, varando nel febbraio di quest’anno “La strategia Europea per i dati – Plasmare il futuro digitale dell’Europa” e pubblicando, sempre a febbraio, il primo “Libro Bianco sull’intelligenza artificiale – Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia”.

Il protagonista dell'8° podcast, Giangiacomo Olivi, Responsabile europeo TMT, privacy e cybersecurity dello studio legale Dentons.
Il protagonista dell’8° podcast, Giangiacomo Olivi, Responsabile europeo TMT, privacy e cybersecurity dello studio legale Dentons.

Infatti, le questioni dati ed Intelligenza Artificiale sono strettamente connesse, come è stato ribadito in altri episodi di questo podcast. Le A.I. si nutrono ed elaborano unicamente dati, dati che i miliardi di utenti di internet forniscono più o meno consapevolmente, dati che le A.I. sono in grado di utilizzare ed incrociare in svariati modi, ed ipoteticamente (ma non troppo) potrebbero arrivare ad utilizzarli anche per usi per i quali non si è dato l’iniziale consenso.

Ma c’è di più, la mole dei dati disponibile in rete e la sempre più performante capacità degli algoritmi di A.I. di gestirli ed elaborali sta facendo emergere tutta una serie di nuove preoccupazioni. Alcune sofisticate A.I. sono in grado, ad esempio, di “ricavare” dati personali gestendo anche e solamente dati anonimi e questa, oltre ad essere una questione che richiede di essere normata, chiama in causa anche il famoso GDPR (di cui si è occupato particolarmente il 5° episodio di questo Podcast), che secondo Giangiacomo Olivi necessita sì di qualche “aggiustamento”, ma ha altresì permesso un vero “salto quantico” sul diritto dei dati personali, almeno in Europa.

Le tematiche affrontate in questo 8° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, possono avere, all’apparenza, un minor appeal rispetto a quelli che ci raccontano di progressi, evoluzione e campi di utilizzo delle Intelligenze Artificiali, ma in realtà sono fondamentali.

Perché, se è vero che l’aspirazione di ogni ricercatore dell’A.I. è quella di creare un essere senziente, un’intelligenza artificiale che possa dialogare ed interagire alla pari con gli esseri umani, allora capire i diritti, i limiti etici, legali e normativi di tutti gli attori coinvolti in questo settore (progettisti, aziende, A.I. ed utilizzatori, cioè noi), è forse la sfida più urgente e importante del nostro futuro.

Buon ascolto.

Ti è piaciuto? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti. Rispondiamo sempre.

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