ivan-zorico-01-minAnche quest’anno sta arrivando Natale. Anzi, “Natale sta arrivando, Natale sta arrivando…” potremmo dire ricordando un famoso spot degli anni ’90 di una nota bevanda analcolica contenente acqua, anidride carbonica, zucchero, etc., nota più comunemente con il nome di Coca Cola. Sono un millennial semplice: la televisione e le pubblicità degli anni ’90 hanno fortemente plasmato i miei ricordi e le emozioni ad essi associati.

Il Natale porta in superficie sentimenti e stati d’animo unici. Ovviamente non c’è nulla di nuovo in queste parole. Tutti lo sanno, compreso i brand. Ed è proprio su questo tipo di sensazioni che le aziende puntano per influenzare legittimamente le nostre scelte d’acquisto. Che sia una pubblicità iconica, un jingle che ci fa sentire nuovamente bambini e immersi in una atmosfera magica o gli addobbi natalizi nei negozi e le musiche a tema, tutto concorre per portarci ad acquistare questo o quel prodotto. D’altronde il neuromarketing ci insegna che un certo tipo di leve hanno il potere di persuaderci e di condizionarci in maniera importante.

Quest’anno, a differenza di quelli vissuti nei due anni precedenti, sembra che tutto sia tornato come prima. Di Covid se ne parla sempre meno, le restrizioni sono un lontano ricordo e abbiamo apparentemente ripreso a vivere come se la pandemia non ci fosse mai stata.

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Il Natale porta in superficie sentimenti e stati d’animo unici. Ovviamente non c’è nulla di nuovo in queste parole. Tutti lo sanno, compreso i brand. Ed è proprio su questo tipo di sensazioni che le aziende puntano per influenzare legittimamente le nostre scelte d’acquisto.

In televisione sono tornate, puntuali, le classiche pubblicità dei profumi a ricordarci quanto il Natale sia vicino. Le strade ed i centri delle città stanno indossando il loro vestito migliore fatto di alberi, luci e installazioni a tema. I mercatini di Natale iniziano a prendere piede e le persone entrano ed escono dai negozi con buste cariche di regali. Se non fosse che il digitale ha ormai preso piede con l’e-commerce, in sinergia con gli store tradizionali in ottica multicanale, e che sono anche tornati i cinepanettoni – tanti vituperati ma anche tanto amati (come dal sottoscritto) – ma su piattaforme di video streaming, tutto sommato potremmo affermare di stare per vivere un Natale non prepandemico, ma proprio da anni ’90.

Ma dicevo: “[…] abbiamo apparentemente ripreso a vivere come se la pandemia non ci fosse mai stata”. Come se, appunto.

La verità è che abbiamo ricominciato a vivere una vita normale, ma diversa. Certo la “macchina” ha ripreso a girare, abbiamo recuperato ritmi e abitudini e niente come le feste e le consuetudini sono in grado di trasportarci in un tempo ed uno spazio ordinario ed abituale. Tutte cose che sicuramente ci sono mancate e delle quali volevamo riappropriarci.

Non so, forse sarà solo una mia sensazione, ma rispetto al passato noto che le persone si stanno facendo qualche domanda in più sul momento che stiamo vivendo, danno più importanza agli attimi e al tempo che hanno a disposizione, a come e a chi lo dedicano, e che oltre a ricercare le luci colorate, ricercano un senso più profondo.

Il mio augurio per questo Natale 2022 è che, qualora lo stessi cercando, lo trovi anche tu. Io ci sto lavorando da un po’ e auguro anche a me stesso di fare sempre un passo avanti in quella direzione.

Fammi sapere come va con il tuo.

Buona lettura,

Ivan Zorico

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