Ronaldo fa sempre parlare di sé. Ormai anche, se non soprattutto, aldilà del campo.

Tutti i media (tradizionali e non) hanno ripreso in questi giorni la notizia delle presunte violenze sessuali che vedrebbero come protagonista (in negativo) proprio il campione portoghese.

Non volendo per ovvi motivi entrare nel merito del caso della presunta violenza, è invece interessante esaminare cosa è accaduto a livello mediatico proprio in riferimento a questa vicenda.

Perché quando si parla di Ronaldo, non si parla di un semplice giocatore ma di un brand – o per enfatizzare, una sorta di azienda – che si interfaccia con altri brand, altre aziende e, soprattutto, milioni di persone.

Diverse sono state le reazioni dei suoi sponsor.

Nike e EA Sports hanno preso formalmente le distanze e si sono dette preoccupate dell’accaduto.
Yamamay e Juventus, invece, si sono schierati con il giocatore.

In situazioni come questa le reazioni dei social spostano molto l’ago della bilancia. Semplificando, le persone in rete “decretano” se una persona/brand sia nel “giusto” o meno.

Questo significa avere un ritorno positivo o negativo in termini di reputazione che plausibilmente, altro non è, l’unico vero valore realmente spendibile oggi dalle aziende.

Per approfondire:

Bene, in altri casi (come ad esempio è stato per la passata edizione del Grande Fratello) i social hanno reagito violentemente contro il brand abbassando quindi di molto l’appeal commerciale.

Il “Caso Ronaldo” e le reazioni dei social.

L’analisi dei social sul “caso Ronaldo” invece parla di una storia diversa: il sentiment è restato e resta tutto sommato positivo. Con i suoi (tanti) follower schierati con CR7.

In definitiva, questo vuol dire che a meno di una sentenza contro Ronaldo, difficilmente il brand CR7 risentirà della questione.

Il “Caso Ronaldo” resta un caso studio molto interessante da seguire e continuare ad analizzare.

Per approfondire l’argomento clicca qui

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