Dove comprate i vostri libri?

Probabilmente su di uno store online tipo Amazon o IBS, oppure in qualche libreria di catena, od ancora in qualche libreria indipendente, in edicola o in qualche ipermercato, giusto?

Alla fine, non importa poi tanto (o forse dovrebbe averne), dove si acquistano i libri, ma l’importante è, appunto, che i libri vengano acquistati e soprattutto letti, in particolare in un paese come il nostro dove, stando ad un recente report dell’ISTAT, il 60% degli Italiani non ha letto neanche un libro nell’ultimo anno.

Anche la GDO (Grande Distribuzione Organizzata), come abbiamo detto, ha cercato a più riprese nel corso degli ultimi anni di vendere i libri direttamente nei supermercati, grandi e piccoli, e negli ipermercati delle nostre città, ma il più delle volte il tutto si è ridotto a proporre i libri, per lo più romanzi e bestseller, su di uno scaffale in un angolo del punto vendita o in un settore più o meno grande o piccolo a seconda dello spazio disponibile.

É ovvio che proporre un “prodotto” come il libro in un supermercato, senza una strategia di posizionamento e promozionale adeguata, non sia molto efficace.

Il libro, come ci ricorda l’ISTAT, è un prodotto quasi “alieno” per una fetta consistente della popolazione, e se davvero si vuole vederlo in un supermercato, bisogna puntare su una strategia di promozione e posizionamento del prodotto innovativa e se possibile originale.

É proprio di una strategia originale ed innovativa che voglio parlarvi: lo scorso 15 novembre la catena di supermercati del nord Italia “Bennet” ha lanciato, in concomitanza con BookCity, la festa del libro di Milano, la campagna di sensibilizzazione sui consumi culturali “Hungry for Culture” (Affamato di Cultura), che propone i libri proprio dove si concentra maggiormente l’attenzione di tutti: in mezzo al cibo.

Nei banchi del fresco, tra carne, pesce e verdure, ecco spuntare – totalmente inattesi – dei libri, soprattutto classici, perfettamente confezionati in vaschette di polistirolo e cellophane, ma senza data di scadenza.

Anche gli accostamenti tra alimenti e titoli proposti dagli ipermercati non sono stati casuali, un filo ideale li lega: “Moby Dick”, per esempio, è stato esposto nel reparto pescheria, mentre “La Fattoria degli Animali” era nel reparto carni. 

Affiancare alimenti e libri non è quindi un’eresia, ma un modo per sottolinearne il profondo valore comune, invitando le persone a riflettere su quanto sia necessario nutrire ogni giorno non solo il corpo, ma la mente e l’anima, la parte più importante di ognuno di noi.

“Il cibo ci nutre, la cultura ci rende umani. – hanno scritto nel comunicato i vertici di Bennet – Troppo spesso dimentichiamo di alimentare, oltre al corpo, anche la parte più importante di noi: la mente. Per farlo, la lettura è un cibo indispensabile, l’unico che ci fa crescere come persone e come società. Per questo, abbiamo dato vita a questa campagna di sensibilizzazione sui consumi culturali, con l’obiettivo di riportare la lettura nella vita di tutti i giorni”.

Un’iniziativa lodevole che noi di Smart Marketing, da sempre affamati di libri, vogliamo aiutare a promuovere e diffondere il più possibile, perché c’è una diffusa fame di cultura e conoscenza che dobbiamo nutrire.

 

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