Dopo i millennial i brand guardano alla generazione Z ovvero ai nati tra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2000, persone che rappresentano oggi la nuova generazione di consumatori. Vediamo il loro rapporto con il mondo del lavoro e del consumo secondo una ricerca condotta da McDonald’s.

Il lavoro ideale della Gen Z italiana

La generazione Z italiana cerca un lavoro che dia possibilità di crescere e di esprimere la propria identità (risposte date dall’83% e dal 75% del campione), ma non solo. Il lavoro del futuro deve garantire abbastanza tempo libero e la possibilità di conoscere persone nuove e interessanti, fare amicizia e viaggiare.

Gen Z e consumi: cosa cambia?

Secondo lo studio portato avanti dalla economista e docente Noreena Hertz solo il 6% della Gen Z ha fiducia nelle grandi multinazionali contro il 12% dei Millennial e il 60% degli adulti. Lo studio in questo caso ha coinvolto 2000 teenager negli USA e nel Regno Unito.

Nonostante la giovane età la gen Z influenza le decisioni di acquisto in famiglia e guarda al denaro come simbolo di successo. In più questi giovani puntano a ottenere beni materiali tradizionali come auto e mobili e i brand non possono ignorare questo dato.

Come vengono scelti i prodotti?

La gen Z acquista beni in promozione (41% dei casi) o economici (34% dei casi), mentre il 39% presta attenzione alla qualità. Inoltre il 30% dei giovani preferisce prodotti di marche di cui si fida e solo per il 9% è importante che la marca sia famosa. L’ultima caratteristica dei consumi della GEN Z è l’attenzione alla sostenibilità: per un ventenne italiano su quattro i prodotti devono essere eco friendly e realizzati con materiali naturali.

Fare content marketing per la generazione Z: i consigli

Nel mio lavoro di consulente Content Marketing mi trovo a lavorare su testi e messaggi pubblicitari e promozionali rivolti alla generazione Z. In questo caso diventa fondamentale comunicare i valori reali del brand e puntare all’engagement, che prevede una relazione intima tra brand e consumatore.

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In 20 anni è cambiato tutto. Ai media tradizionali si è affiancato internet. Lo smartphone ci ha portati nel futuro. Con le applicazioni si sono creati nuovi modelli di business. I social hanno fatto il resto. Oggi tutto è comunicazione!

Via libera, quindi, allo storytelling e al racconto dell’azienda e dei suoi valori più profondi con un’attenzione all’umanità empatica, capace di trasmettere emozioni forti e coinvolgenti. Gli strumenti per comunicare con la gen Z sono principalmente quelli del web da adeguare ad un personale che vive il virtuale senza soluzione di continuità con il reale. La sfida che ogni azienda deve superare è quella della conversione immediata e va creata una comunicazione coinvolgente di medio e lungo termine e una strategia incentrata sul brand piuttosto che sul prodotto.

In conclusione, la generazione Z acquista da brand con cui ha una relazione e di cui condivide storia, valori, mission e attenzione all’ambiente. Anche il linguaggio cambia e predominano meme, citazioni, influencer e contenuti visuali per interessare il nuovo consumatore, capace di influenzare la famiglia e i contatti sociali.

La parola chiave per i brand è comunicazione integrata e chi fa content marketing deve saper creare contenuti impattanti, chiari e immediati, coinvolgenti e condivisibili. Una sfida che ogni azienda sta affrontando e da cui dipende la crescita del business.

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