Raffaello CastellanoUno dei problemi principali che ci troveremo ad affrontare nei prossimi decenni sarà quello della memoria. Non la memoria personale, di natura neurologica, attinente al nostro cervello, ma una memoria globale capace di “ricordare” tutta l’infinità di dati che giornalmente produciamo. Nello scorso editoriale, come ricorderete parlammo proprio dell’immensa mole di dati che produciamo oggi.

Tutto il materiale prodotto, sia esso foto, documenti o video, sta preoccupando gli esperti di informatica perché, anche lo spazio del web, che pareva infinito, in realtà infinito non è.

Neanche il cloud, di cui tanto si parla oggi, risolve i problemi di stoccaggio dell’informazione. Infatti, il cloud è sì uno spazio virtuale della rete dove immagazzinare dati, ma è anche uno spazio fisico distribuito su uno o più server  che, di fatto, forniscono l’hardware dove immagazzinare i dati stessi.

La verità è che la tecnologia non riesce più a tenere il passo con i dati prodotti giornalmente da un numero sempre crescente di utenti.

In pochi decenni siamo passati dal megabyte, al gigabyte e poi al terabyte, ma oggi perfino per i computer di casa, si sta parlando sempre più spesso di Petabyte (che corrisponde a 1000 TB) e l’Exabyte (che corrisponde a 1000 PB), tenendo a mente che per usi specialistici e computer industriali ci sono altre due unità di misura, lo Zetabyte (che corrisponde a 1000 EB) e lo Yottabyte (che corrisponde a 1000 ZB).223303996_5

Ma il problema della memoria non è solo una questione di spazio, è anche una questione di supporti. Pensiamo al mondo dell’home video. Nel 1976 la JVC, rilevando i progetti dalla Sony, lancia sul mercato il VHS (Video Home System), un sistema di registrazione video standard in formato analogico su supporto meccanico. Il supporto ed il suo lettore, il videoregistratore, sbaragliano la concorrenza di supporti più performanti come il Betamax e l’U-matic e divengono, per la prima volta nella storia dei media, lo standard adottato da decine di distributori e produttori che ne decretarono il successo mondiale.

Si era trovato, si pensò, il supporto audiovisivo ideale. Ma in meno di 20 anni, intorno al 1995, esce il DVD (Digital Versatile Disc), un supporto di memoria di tipo ottico, sviluppato da un’associazione di imprese, il DVD Forum (composta da Philips, Sony, Matsushita, Hitachi, Warner, Toshiba, JVC, Thomson e Pioneer), che diviene il nuovo standard di memorizzazione per i video. Con la sua capacità di 4,7GB pareva la panacea dei supporti e finalmente si potevano registrare e memorizzare film di durata superiore a 3 ore, inserendo negli stessi dischi anche contenuti speciali, come interviste, trailer e scene tagliate.

Ma l’euforia durò poco, in capo a meno di 10 anni (nella metà del tempo che ci aveva messo il DVD a soppiantare il VHS), all’incirca nel 2004, il crescente e massiccio utilizzo di computer grafica, alta definizione ed il neonato cinema 3D, resero la capienza dei DVD, totalmente inadeguata.ps3_2

Due nuovi supporti, quindi, incrociavano le loro lame o meglio, i loro laser, per diventare il nuovo supporto ottico ad alta definizione per il cinema: da una parte il DVD-HD, promosso dalla Toshiba, e dall’altra il Blu-ray Disc, sostenuto da un consorzio di produttori fra cui spiccava la Sony.

La battaglia fu vinta da quest’ultimo supporto, per due motivi: il primo fu che la famosa PlayStation 3 fu il primo apparecchio ad adottare il nuovo formato; il secondo fu che la Warner Bros decise di utilizzare il Blu-ray per realizzare i suoi film per l’Home-video.

Ma la storia non finisce qui, in un prossimo futuro vedremo un nuovo standard (in realtà già approvato e pubblicato il 28 giugno 2007), dal nome Holographic Versatile Disc (HVD), capace di contenere una quantità impressionante di dati, ben 6 TB, tutti stipati sempre nel formato di un DVD (diametro di 12 cm). Anche se oggi, e sono passati quasi dieci anni, nessun produttore ha ancora adottato questo nuovo formato.

Insomma tirando le somme, in poco più di 30 anni dal 1976 (lancio VHS) al 2007 (lancio HVD) si è passati attraverso due tecnologie, magnetica/analogica ed ottica/digitale; 4 supporti: videocassetta, DVD, Blu-ray Disc e HVD; una sfilza di tecnologie “cadute” sul campo di battaglia.Open Book

Solo 30 anni! Pensate, invece, che da 560 anni esiste un supporto che ancora oggi, nonostante i ripetuti tentativi  per soppiantarlo, le innumerevoli crisi e chi più ne ha, più ne metta, resta, a suo modo, un’invenzione geniale ed “ancora” insostituibile, oltre che adottata da un’infinità di produttori in tutto il globo.

Quale sarà mai questo magnifico supporto di memorizzazione dell’informazione???

Si tratta del libro, che fin dalla nascita della stampa a caratteri mobili, ideata dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455, resiste ancora oggi ed è di gran lunga lo standard di memorizzazione dell’informazione più diffuso, più utilizzato e soprattutto più longevo.

Al libro, celebrato in Italia anche dal Maggio dei libri, all’editoria e, più in generale, al mondo della carta stampata, è dedicato questo numero di aprile del nostro magazine, che vede il contributo dei nostri soliti collaboratori e di una new-entry: Alessandra Zarzana.

La copertina d’Artista anche questo mese è dedicata ad un must dell’arte contemporanea, questa volta si tratta della rassegna internazionale d’arte contemporanea “dOCUMENTA”, che si tiene ogni 5 anni a Kassel in Germania (ma quest’anno, e per la prima volta, anche ad Atene), giunta alla sua 14 edizione.copertina-dartista_dunia-mauro

L’artista che ha realizzato la copertina si chiama Dunia Mauro, il cui interesse per il mondo divinatorio sta piacevolmente contaminando la sua ricerca e pratica artistica che, per ora, si esprimono attraverso l’uso di animaletti di plastica, che l’artista inserisce nelle sue installazioni e nei suoi video.

Per noi di Smart Marketing ha realizzato e pubblicato un libro nelle cui pagine ha incastrato degli animaletti di plastica, i cui nomi sono ripetuti come un mantra nelle pagine del libro stesso. Il titolo, manco a dirlo, è “Animal Mantra”.

Buona lettura e buona memoria, a tutti voi.

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