Editoriale Aprile 2015 – Raffaello Castellano

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Raffaello CastellanoCi siamo! Fra pochi giorni comincia finalmente l’Expo di Milano! Dopo gli scandali, i processi in corso, la corruzione, i lavori non completati, la bagarre politica, fra poco ci lasceremo tutto questo alle spalle e taglieremo insieme al Premier Matteo Renzi, al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, al Commissario unico Giuseppe Sala ed altre importanti autorità il nastro d’ingresso e finalmente sarà tempo di EXPO (come recita il titolone del nostro mensile “It’s Time To EXPO”).
Non possiamo negarlo, anche questa volta l’Italia non si è fatta mancare la solita figuraccia internazionale. La corruzione, le mazzette, gli scandali e il denaro pubblico sprecato hanno accompagnato questa grande opera pubblica, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, come sia quasi impossibile oramai in Italia fare un qualsiasi tipo di appalto operando nella legalità.
Ma il nostro mensile si ostina imperterrito a voler vedere il bicchiere sempre e solamente mezzo pieno e le cifre, i numeri, sono quelli che spesso aiutano quei giornalisti un po’ nerd, come noi siamo, a supportare il nostro ottimismo.
È dei giorni scorsi la notizia, sbandierata ai media, che sono stati venduti già 10 milioni di biglietti, quindi, considerando che, come ci dicono le statistiche, un’EXPO può considerarsi un successo dopo aver staccato i 20 milioni di biglietti, che siamo a metà del percorso.
Ma non dimentichiamo i numeri intrinseci all’evento stesso:
144 Paesi espositori;
1 milione di metri quadri di superficie espositiva;
5 aree tematiche;
9 cluster (grappoli) tematici;
6 mesi di durata.
Certo, nei prossimi giorni assisteremo alla solita solfa di scoop giornalistici sui padiglioni non completati, i prezzi esorbitanti dei servizi, i volontari sfruttati, etc., tutto in linea con la solita commedia all’italiana, dove si scontrano detrattori e promotori di diversi colori politici che, come al bar dello sport, discuteranno di quello che si doveva Expo-2015-a-Milano-I-migliori-eventi-durante-i-6-mesi-di-Expofare, di come lo si doveva fare, di quello che si è fatto e di quello che ancora si può fare nei prossimi sei mesi.
Si sa, in Italia siamo tutti allenatori ed arbitri e siamo maestri nella pratica dello scaricabarile e nello sport della deresponsabilizzazione.
Insomma, alla fine due sono le strade che si aprono dinnanzi a noi: quella degli oppositori come i noExpo, tra l’altro attesi a Milano per l’inaugurazione, e quella dei promotori che, senza dimenticare tutto il negativo che c’è stato, comunque sperano che l’EXPO sia un’ottima occasione per l’Italia ed una vetrina per il nostro settore enogastronomico.
Detto questo, permettetemi di dare ancora un po’ di numeri: con il numero che state sfogliando sul vostro smartphone, sul tablet o sul computer il nostro mensile compie 1 anno di vita, cosa nient’affatto scontata per un prodotto editoriale totalmente autogestito e senza introiti pubblicitari. Tutto il successo lo dobbiamo ai nostri collaboratori Armando, Jessica, Luca, Christian, Diego, Gianluca, Giovanni, Simona e la new entry Maddalena, che insieme al sottoscritto e al direttore editoriale Ivan Zorico, hanno prodotto 12 numeri, 140 articoli e contribuito alla diffusione di Smart Marketing.
The 37-meter "The Tree of Life" is pictured at the Expo 2015 work site near MilanInoltre, dal gennaio di quest’anno, con l’iniziativa “La Copertina D’Artista”, che fino ad ora ha coinvolto 4 artisti e che a fine anno confluirà in una mostra ed un catalogo, dobbiamo ringraziare gli autori delle quattro copertine: Giulio Giancaspro (gennaio), Pino Caputi (febbraio), Francesca Vivacqua (marzo) e Gabriele Benefico, autore della splendida copertina di questo mese, nella quale è riuscito, come solo i veri artisti sanno fare, a sintetizzare le problematiche, le polemiche, le critiche e le emergenze che l’EXPO dovrà in questi 6 mesi risolvere.
Prima di congedarmi da voi, cari lettori, permettetemi un’ultima analisi per cercare di riannodare tutti fili dei discorsi di questo editoriale.
Io credo fortemente che il vizio capitale, anzi il peccato originale, di questa nostra Italia sia la capacità, quasi automatica, che noi Italiani abbiamo nel deresponsabilizzarci: è sempre colpa di qualcun altro, del Governo, del sindaco, dei politici, della disoccupazione, degli immigrati, della povertà, della sfortuna, del traffico, etc., ed allora
La copertina del numero di Aprile 2015 di Smart Marketing, realizzata dall'artista Gabriele Benefico.
La copertina del numero di Aprile 2015 di Smart Marketing, realizzata dall’artista Gabriele Benefico.
noi Italiani ci sentiamo “autorizzati” a vendere il voto elettorale, a chiedere “favori”, a pagare bustarelle, a non impegnarci, a mollare, ad accettare il compromesso, il broglio, il malaffare, a passare con il rosso, a buttare la spazzatura in mezzo alla strada, etc.
Noi siamo responsabili, noi dobbiamo essere responsabili, noi dobbiamo impegnarci, noi dobbiamo informarci, studiare e non chiudere gli occhi su tutte quelle “cattive abitudini” cui giornalmente assistiamo,  nè dobbiamo compiere le cattive azioni. Solo quando ci impegneremo, quando diverremo responsabili, quando faremo la nostra parte, quando saremo la rivoluzione che vogliamo vedere negli altri, solo allora diventeremo “cittadini”, anzi meglio, diventeremo autentici esseri umani. Perché come ci ricorda il grande scrittore e drammaturgo inglese Graham Greene “Essere umani è anche un dovere”.
Ed il nostro dovere questa volta è l’EXPO, al quale dobbiamo una seconda occasione e al quale possiamo contribuire, nel nostro piccolo, comprando il biglietto e visitandola, non fosse altro che per la possibilità di incontrare culture e genti da tutto il mondo, conoscerle attraverso il cibo e la loro cultura, e Dio sa quanto agli Italiani serva quest’esercizio di confronto e questo percorso di conoscenza, visto il provincialismo che, ahimè, ancora ci portiamo addosso.

Raffaello Castellano

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