È indubbio che in questo periodo di pandemia da Coronavirus, dove il distanziamento sociale pare l’unica maniera, fino ad ora, per contenere i contagi e la conseguente clausura forzata, ci sta facendo riscoprire l’importanza di tutta una serie di cose che davamo per scontate.

Ma, forse, ancora più rilevante è l’importanza che il web, internet e i social media stanno assumendo, nel bene e nel male, nelle nostre nuove vite di segregati in casa. Se di smart working, webinar, lavoro a distanza, lezioni a distanza, esami in video conferenza, dirette di concerti via social e simili ne hanno parlato un po’ tutti, l’aspetto più interessante e preponderante di questa situazione è l’importanza ancora più massiva che tutta la galassia di internet si è presa nell’informazione.

Mai come ora è un proliferare di blog, podcast, post, video che cercano di tenerci informati 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, sui progressi della pandemia e sugli sviluppi della scienza. Ma si sa, un surplus d’informazione non ci garantisce nulla della sua attendibilità e veridicità, e quindi a fianco dei Bollettini Ufficiali della Protezione Civile, dell’Istituto Superiore della Sanità, delle testate giornalistiche e radiotelevisive serie, si sono moltiplicati i siti ed i blog di complottisti, e il proliferare incontrollato di bufale e fake news.

Grafica realizzata da Federica Desantis
Grafica realizzata da Federica Desantis

È in questo clima di infodemia, di caos mediatico e di disinformazione di massa che molti giovani fra professionisti, attivisti, giornalisti, si stanno mobilitando per promuovere una corretta informazione medico-scientifica, mai così necessaria come adesso.

Fra le tante, una delle iniziative più originali e pregnanti è quella organizzata dal Gruppo giovani LIONS di Puglia e dal SIGM (Segretariato Italiano Giovani Medici) che stanno promuovendo dai primi giorni di marzo una serie di brevi video denominati Pillole d’Informazione, che, condivise nelle storie di Instagram e Facebook, stanno riscuotendo un successo sempre maggiore, arrivando ad oltre 4000 view a storia su Instagram.

Noi di Smart Marketing, da sempre fautori di una corretta informazione scientifica e attenti osservatori dei fenomeni della rete, abbiamo intervistato i due responsabili delle due organizzazioni che hanno promosso questa importante iniziativa. Loro sono la dott.ssa Adriana Stringaro, Presidente regionale Giovani LIONS, e la dott.ssa Martina Tarantini, referente regionale per il SIGM.

Adriana Stringaro, Tecnico di radiologia, Presidente del Distretto LEO 108 Ab - Puglia, componente giovanile LIONS.
Adriana Stringaro, Tecnico di radiologia, Presidente del Distretto LEO 108 Ab – Puglia, componente giovanile LIONS.

Domanda: Innanzitutto la domanda più scontata ma pure la più necessaria, che in realtà è composta da tre domande fra loro connesse, come vi è venuta in mente questa originale iniziativa, come mai avete scelto il format del breve video e soprattutto perché avete optato per le storie di Instagram?

Adriana Stringaro: In questa situazione surreale ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per dare il nostro contributo come associazione di servizio giovanile per aiutare a contrastare il Covid-19; così è nata l’idea (semplice, ma assolutamente non scontata!) di contrastare fake news e bufale da cui siamo inondati e quindi di divulgare – nella maniera più diretta possibile – le corrette informazioni, tramite un canale che si riferisse in particolar modo ai giovani. Per questo abbiamo scelto Instagram – il social più in voga del momento – con la modalità delle storie. Ci è venuto naturale pensare di coinvolgere gli amici del SIGM, con i quali avevamo già collaborato in passato, per far sì che il messaggio arrivasse ancora più forte, perché veicolato da medici giovani e dinamici, così da essere ancora più d’impatto sul target al quale ci stiamo riferendo.

L’iniziativa sta avendo così tanta risonanza da essere stata inserita nel palinsesto social #DistantiMaUniti, promosso dal Ministero per le Politiche Giovanili e lo Sport e dall’Agenzia Nazionale Giovani.

Martina Tarantini: L’emergenza Covid 19 è stata caratterizzata da un forte impatto mediatico e, purtroppo, dalla circolazione di informazioni eccessive e contradditorie. Ciò, ancor prima che l’OMS avesse dichiarato la pandemia, ha determinato l’esplosione di un’infodemia. Si è resa necessaria da parte della comunità scientifica una comunicazione strategica basata su fonti affidabili e certe. Nel nostro piccolo, abbiamo voluto contribuire a questo scopo con una comunicazione veloce e che avesse un impatto immediato sull’ascoltatore. Quale miglior veicolo se non Instagram, la piattaforma più usata dai giovani e dagli influencer, soprattutto ora che si ha più tempo libero? Noi del Sigm abbiamo messo a disposizione la nostra giovane esperienza scientifica e curato i contenuti. Tutte le informazioni diffuse sono basate su fonti ministeriali, riviste scientifiche e sulle indicazioni dei principali istituti di sanità. Il Leo Club, invece, ha curato la parte social del progetto. Da questa comunione d’intenti è nata “Pillole di comunicazione”.

Grafica realizzata da Federica Desantis
Grafica realizzata da Federica Desantis

D: Quanto è importante, secondo voi, in questo particolare momento storico, una informazione scientifica corretta, rigorosa, verificata e, come nel caso delle vostre “Pillole d’Informazione”, anche divulgativa e facile da comprendere?

Martina Tarantini: È importantissimo. In questo momento continuano a proliferare informazioni di ogni genere, troppo spesso fake news, che generano confusione e dubbi. La popolazione, invece, per proteggersi adeguatamente necessita di informazioni affidabili. I nostri video sono delle piccole certezze che rassicurano gli ascoltatori: sono brevi, diretti, vengono promossi da organizzazioni note e i giovani medici protagonisti di ogni video ci mettono la faccia. Per sconfiggere questa infodemia consigliamo di verificare la fonte delle informazioni e di non soffermarsi solo sui titoli degli articoli, poiché potrebbero essere fuorvianti rispetto al loro contenuto e nascondere informazioni importanti.

Adriana Stringaro: In questo contesto non solo storico, ma anche mediaticamente complesso, è fondamentale! Siamo bombardati da fake news, che trovano terreno fertile in una generazione che, spesso, invece di volersi informare, vuole sentirsi informata. Mi spiego meglio: l’utilizzo di internet ci permette di essere aggiornati su ogni argomento o evento di attualità, ma quanto veramente sappiamo di questi argomenti? Basta un titolo o un messaggio veicolato su WhatsApp per far sì che io mi senta informato, che possa a mia volta divulgare quell’idea o concetto, senza senso critico, senza approfondire se quello che sto leggendo sia vero o falso. Anche per questo le nostre “pillole” partono sempre da una domanda sul Covid19 a cui rispondiamo con vero o falso, così anche chi si fermerà “al titolo” potrà, comunque, essere correttamente informato.

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Questo particolare momento necessita di una azione collettiva che vada oltre il semplice ottimismo che da solo non basta, anche se comunque aiuta. Solo insieme si può uscire da questa situazione.

D: La pandemia di Coronavirus sta impartendo lezioni importantissime al genere umano, prima fra tutte quella di non dare per scontate neanche le cose più banali della nostra quotidianità. Ma fra le lezioni più importanti, di sicuro c’è la “riscoperta” tardiva dell’importanza della Sanità per un sistema Paese. Oggi tutti chiamano, con un po’ troppa retorica, “EROI” tutti quei medici, infermieri, OSS, e volontari che operano nei nostri ospedali e che fino a ieri venivano trattati con sufficienza, fastidio, se non proprio con aggressività, come la cronaca ci ha spesso riportato. Come state vivendo voi questo radicale cambio di percezione delle vostre attitudini e funzioni?

Adriana Stringaro: Spero solo che quello che stiamo vivendo oggi ci insegni a rispettare l’altro ed il suo lavoro, a dare valore a tutto ciò che di veramente importante c’è nelle nostre vite, prima fra tutte la salute. Purtroppo, gli operatori sanitari subiscono un attacco continuo, dovuto in particolar modo alla mancanza di personale, di risorse strumentali ed economiche e questo si riversa sul livello assistenzialistico che un ospedale può offrire.

Non siamo “Eroi”, ma non vogliamo nemmeno essere capro espiatorio delle mille problematiche che affliggono il nostro Sistema Sanitario Nazionale; noi cerchiamo di fare tutto il possibile, con i mezzi che abbiamo, per aiutare i nostri pazienti… ieri come oggi!

Martina Tarantini: Con rammarico registriamo che la pandemia ha accresciuto la considerazione dei cittadini e delle istituzioni nei confronti della classe medica. Serviva una pandemia a far comprendere il valore della classe medica? Il nostro Paese da anni non investe le risorse necessarie a sostenere il Servizio Sanitario nazionale. Infatti, come spesso la nostra associazione di giovani medici sottolinea, mentre in tv si parla di mancanza di medici, in realtà mancano medici specialisti. Non investendo in maniera adeguata sulla formazione medica, il nostro Paese ha consentito che migliaia di “camici grigi” (medici abilitati alla professione senza sbocchi formativi) rimanessero nel così detto “imbuto formativo”. Speriamo, dunque, che gli sforzi compiuti dai nostri colleghi oggi non vengano vanificati e che si pensi subito ad una seria programmazione volta ad incrementare il numero di professionisti sul territorio nazionale per far fronte non solo alla crisi odierna, ma anche alle ordinarie difficoltà di ogni struttura sanitaria.

Martina Tarantini, Medico in formazione specialistica in Neuropsichiatria Infantile, Segretario del Sigm Bari e Coordinatore del Dipartimento Specializzandi - Sigm.
Martina Tarantini, Medico in formazione specialistica in Neuropsichiatria Infantile, Segretario del Sigm Bari e Coordinatore del Dipartimento Specializzandi – Sigm.

D: Un’ultima domanda. Spesso e volentieri si sente parlare, soprattutto da parte degli over 50, della propensione dei “giovani” a perdere troppo tempo sui social, alimentando la falsa credenza di una generazione, quella dei “Millennials”, che non è in grado di vedere, né tantomeno confrontarsi, con i problemi reali della contemporaneità. Insomma di non pensare alle cose “concrete” della vita vera, preferendo la vita virtuale. Come rispondete a queste critiche, neanche troppo velate, che perfino i nostri politici vi muovono contro?

Martina Tarantini: I social network sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. È vero che non sempre se ne fa un uso consapevole ed equilibrato. Tuttavia, le piattaforme di libera condivisione hanno numerosi vantaggi che abbiamo valorizzato con questa iniziativa. Le nostre pillole di comunicazione dimostrano che social come Instagram possono essere lo strumento idoneo ad una divulgazione globale, accessibile a tutti, gratuita, semplice da utilizzare e d’impatto. Le Instagram stories, inoltre, hanno permesso a molti utenti di interagire direttamente con gli autori delle pillole. Possiamo considerare i social, quando usati nel modo giusto, dei preziosi sensibilizzatori sociali.

Adriana Stringaro: Ogni generazione ha le sue caratteristiche; i ragazzi di oggi hanno accesso a tecnologie che 10 anni fa non esistevano nemmeno ed è normale che questo cambi i modi di fare ed agire. Un nativo digitale avrà competenze tecnologiche e capacità di codificare i messaggi virtuali quasi innate, che noi abbiamo sviluppato molto dopo. La tecnologia è uno strumento potentissimo se utilizzato correttamente, lo dico senza retorica alcuna. Il virtuale in questo momento storico ci sta salvando, mi permette di vedere la mia famiglia e i miei amici, di sentirmi meno sola nell’isolamento collettivo. Non è mai un oggetto ad essere dannoso, ma sono sempre le intenzioni che muovono l’utilizzatore a renderlo meraviglioso o distruttivo. Ecco perché mi piacerebbe che si realizzasse il cosiddetto “umanesimo digitale”, nella misura in cui le tecnologie diventano strumento per migliorare la vita di ciascuno.

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