Diodato vince tutto: la quinta serata del 70° Festival della Canzone Italiana

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Ultimo atto di una kermesse che ha tenuto banco per tutta la settimana con oltre il 50% di ascolti, un ottimo risultato per Amadeus che ha saputo regalare un Festival dal passo diverso, più lento e riflessivo, ma non eccessivamente noioso, tanto da far pensare ad un Amadeus bis, sempre accompagnato da Fiorello.

Ad aprire la serata, la banda dell’arma dei Carabinieri per festeggiare il centenario della sua costituzione; poi si ritorna subito alla gara che vedrà entrare in gioco il tanto atteso televoto.

Come nelle serate precedenti si guarda la classifica che adesso comprende i voti della giuria demoscopica e della sala stampa, e che vede in testa Diodato, seguito da Francesco Gabbani e da Le Vibrazioni.

Dopo il putiferio scoppiato sul finire della scorsa serata e che è costato l’eliminazione a Bugo e Morgan, si cerca di restituire un tono disteso alla manifestazione, più volte ribattezzata, “dell’amicizia”.

Insieme ad Amadeus, che ormai ci ha abituati a delle vere e proprie maratone canore, ritornano Francesca Sofia Novello, Diletta Leotta e Sabrina Salerno, che intratterranno il pubblico anche con dei momenti musicali.

Attesissimo l’intervento della regina della domenica di Rai 1, Mara Venier, che scende scalza la scalinata dell’Ariston con una naturalezza che solo una signora come lei può avere, bypassando il mito della femme fatale dai tacchi vertiginosi.

Tanti gli ospiti nel corso di questa serata, che si sono alternati ai cantanti in gara, Cristiana Capotondi, l’immancabile Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, il cast del film di Brizzi, “La mia banda suona il pop”, Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero, che condurranno uno speciale sui settanta anni del Festival, il tenore Vittorio Grigolo ed Edoardo Pesce, protagonista di una fiction su Alberto Sordi.

Come di consueto, ad esibirsi nell’ultima sera del Festival, è anche il vincitore delle nuove proposte, Leo Gassmann, più disteso della sera precedente.

Mattatore di tutte le serate di questo Sanremo 2020, Fiorello, che anche in questa regge le fila di un’incalzante scaletta smorzata da momenti di vuoto e di noia, momenti che devono permettere però l’espletamento del televoto con i relativi conteggi.

Il televoto infatti, incide soltanto in minima parte sulla classifica generale (per l’8,3%) mentre, ha molto più peso nel determinare il vincitore finale (per il 34%).

Il voto di giuria demoscopica, sala stampa e orchestrali, fa invece intuire che aria tira all’Ariston e quali siano le preferenze degli addetti ai lavori e degli abituali fruitori di musica, ed ha un peso maggiore che varia a seconda della giuria, dal 25% al 33,3%.

Insomma, un meccanismo più blindato di una legge elettorale e che dovrebbe assicurare pluralità ed imparzialità.

Come da regolamento, alla fine di tutte le esibizioni dei cantanti in gara, si chiude il televoto e si procede a stilare la classifica, senza rivelare le posizioni dei cantanti sul podio, che dovranno concorrere ad un’ulteriore votazione, televoto compreso.

Alle 1:15 circa, viene resa nota la classifica ufficiale che vede agli ultimi posti Riki, Junior Cally ed Elettra Lamborghini, mentre il quarto posto va a Le Vibrazioni, il quinto a Piero Pelù ed il settimo a Tosca, già vincitrice della serata delle cover, ed alla quale andrà anche il premio Giancarlo Bigazzi.

Le ultime battute della serata, vedono scontrarsi i superstiti Diodato, Gabbani e i Pinguini Tattici Nucleari.

Come di consueto, prima della premiazione del vincitore si procede ad assegnare i premi collaterali al Festival, ma non meno prestigiosi.

Oltre al Premio Bigazzi, viene assegnato il Premio Sergio Bardotti, attribuito a giovane rapper Rancore, finito al decimo posto della classifica generale, e che forse, meritava una posizione migliore per la potenza evocativa della sua “Eden”.

A Gabbani invece, va per la seconda volta, il primo lo ottenne nel 2017 per Occidentali’s Karma: il Premio Tim Music.

A fare incetta di premi, Premio Critica Mia Martini ed il Premio Dalla, è però Diodato: sarà sua la vittoria finale su Gabbani, ed è lui, il settantesimo vincitore del Festival di Sanremo.

Non si può non essere contenti per la meritatissima vittoria del delicato cantautore di origine tarantina, mai estroso o sopra le righe, che ha cantato a Sanremo la forza ed allo stesso tempo la dolcezza di un brano che racconta l’incomunicabilità ma anche la capacità di reagire a quelle barriere che spesso ampliano le distanze e creano dei silenzi assordanti.

“Fai rumore”, prima di essere la canzone vincitrice del Festival, è una bellissima canzone d’amore che vi invitiamo ad ascoltare con il cuore prima che con la ragione.

Quando a vincere è la musica, forse contro ogni logica di mercato, non c’è Festival, polemica, gossip, outfit o soubrette, che possa oscurarne la bellezza; ed in fondo, la vittoria di Diodato, non è che espressione di quella gentilezza alla quale ci ha abituati Amadeus nel corso del suo insolito Festival di Sanremo venti venti.

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Esperta di Marketing e Comunicazione d’Impresa e di Marketing Culturale per la Valorizzazione dei Sistemi Ambientali e Culturali (S.A.C.). Da sempre appassionata di musica, cinema e nuove tendenze, ha militato in diverse associazioni organizzando eventi ed è stata Direttrice di produzione per alcuni cortometraggi. Nel 2012 fonda a Taranto l’Associazione di Promozione Sociale ERIS e dal 2014, è Responsabile del Laboratorio Urbano Mediterraneo/Presidio del Libro di San Giorgio Jonico (TA), in cui organizza eventi e corsi di formazione. Dopo quasi vent’anni di attività concertistica in veste di corista e polistrumentista, nel 2015, fonda l’Associazione Culturale MUSICA HISTORICA, con l’obiettivo di preservare e valorizzare la musica antica, con un occhio di riguardo per la musica medievale.

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