Ormai da mesi stiamo ascoltando il mantra del “nulla sarà come prima” e della “nuova normalità”. Se non fosse vero, lo potremmo definire addirittura stucchevole ma, a guardare bene i dati e le nuove pratiche che stiamo adottando, più che ritenerlo tale dovremmo invece fare lo sforzo di più entrare in profondità.

Iniziamo con il lavoro.

Abbiamo visto e raccontato come lo smart working, nel nostro Paese, non fosse una pratica così tanto utilizzata. Se ne parlava già da 40 anni, ma solo all’indomani del primo caso di Covid-19 in Italia, abbiamo scoperto che un nuovo modo di lavorare esisteva realmente. Oggi, ci troviamo in una situazione impensabile 8 mesi fa: il mondo delle imprese prende in estrema considerazione il prolungamento dello smart working anche dopo la fine della fase pandemica.

Le aree urbane.

Giorno dopo giorno ci siamo accorti che le città stanno cambiando, perché le nostre esigenze e priorità stanno cambiando. Abbiamo così preso familiarità con termini quali south working e well working. Spazi, viabilità e luoghi delle città del prossimo futuro saranno ripensati proprio a partire da quanto stiamo vivendo oggi.

Il digitale.

Le restrizioni sulla mobilità hanno avuto il loro sfogo naturale in un uso di internet e del digitale senza precedenti. Durante i mesi della pandemia gli accessi ad internet hanno avuto un incremento del 30% quando, normalmente, si registrava un incremento del 3%.

Scopri il nuovo numero: Recovery round

Quella che stiamo vivendo è una partita – un round – tra le più difficili che abbiamo mai vissuto sotto tutti i punti di vista: economico, sanitario e sociale. In questo contesto i progetti relativi ai fondi europei del recovery fund potranno e dovranno essere un volano di crescita e di rinnovato benessere.

I consumi.

Legato all’aumento dell’uso di internet e del lavoro da casa, c’è l’e-commerce: in questi mesi le vendite online sono letteralmente esplose. I settori maggiormente interessati da questo fenomeno sono stati quello del food and grocery, dell’abbigliamento, del fitness, e i sempre verdi elettronica ed informatica.

Appunti per marketer e dintorni.

Saper leggere i dati e prendere decisioni rapide sono sicuramente capacità in grado di fare la differenza. Oggi le persone ricercano online qualsiasi cosa e si aspettano di trovare risposte efficaci alle loro richieste. Non monitorare i canali online è un autogol senza precedenti. Bisogna farsi trovare pronti alle mutevoli esigenze delle persone: dove c’è richiesta, c’è opportunità di fare business. Per fare un esempio, se oggi le palestre sono chiuse (così come nella passata primavera) questo non vuol dire che non ci sia richiesta di allenarsi da parte delle persone. Stessa cosa vale, per farne un altro, per il comparto culturale.

Sviluppo dei canali digitali, maniacale lettura dei dati, vicinanza alle esigenze dei clienti, sono le direttrici su cui lavorare per poter affrontare questo difficile momento, cogliere opportunità impensabili e uscire dalla crisi.

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