Da chi lo ritiene il nuovo Armageddon che distruggerà il mondo, a chi lo considera una banale influenza, il Coronavirus è sulla bocca – solo letteralmente – di tutti. Malattie, ospedali in delirio, persone prese dall’ansia, danni all’economia. Un disastro su tutti i fronti.

Nessuno però si è accorto di quanto “bene” potrebbe fare. Basterebbe cambiare prospettiva.

1. Influencer

I giovani d’oggi non vogliono fare i pompieri o gli astronauti. Anche il calciatore è passato di moda. Il lavoro più ambito è l’influencer. Che poi, se tutti diventano influencer, chi influenzano? Il Covid-19 ha palesato quanto chi fa informazione abbia un ruolo centrale e di enorme responsabilità. Sono circolate fake news, insulti in rete, notizie e smentite di ogni genere. Destreggiarsi è difficile. Influenzare in modo costruttivo e positivo lo è ancora di più. Speriamo che i giovani capiscano che questo mestiere va ben oltre consigliare una torta o un capo di abbigliamento. Significa creare opinioni e formare le coscienze. Altrimenti tanto vale continuare a postare foto di gattini.

2. Tutti socialmente impegnati

Mentre tutti i canali ufficiali e le reti sono impegnate a parlare dell’emergenza Coronavirus, le persone hanno scoperto altri problemi trovando il coraggio, pur di sembrare meno concentrate sul virus, di parlare di altri disastri. Tornano i post sull’inquinamento, i morti per altre patologie, i Cristiani perseguitati, le etnie rase al suolo dai governi, i ghiacci che si sciolgono, le foreste che bruciano. Insomma, diventa virale tutto ciò che non è virus. Forse parlare di altro fa aumentare i pollici in su? L’importante è che l’attenzione a molte altre questioni non svanisca alla fine della quarantena.

Scopri il nuovo numero > Virale

3. L’importanza di un Governo

Dopo anni di disinteresse verso la politica, “tanto uno vale l’altro”, “fanno tutti schivo”, e chi più ne ha più ne metta, ora, in emergenza, con la paura, si è capito quanto sia importante un Governo forte. Non necessariamente forte in termini di spread, ma sicuramente forte come fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Questo esula da una maggioranza di un colore o di un altro, riguarda piuttosto la certezza dei cittadini che chi sta in Parlamento stia facendo il meglio per il Paese, che il palleggiarsi una legge tra Camera e Senato non sia ostruzionismo, ma volontà di rendere perfetto un documento che influenza la vita di milioni di persone. Negli ultimi anni sembra che ciclicamente emergano nuove figure pronte a cambiare le cose, con nuove idee, nuovi modi di allocare le risorse, autonomie si/no, ma c’è stato qualcuno in grado di catturare il popolo, in termini di fiducia, stima, valori? Mi pare proprio di no, tant’è che, in emergenza, non si sa dove sbattere la testa. Sia internamente che con gli Stati esteri.

4. L’Italia è un Paese unito coeso

Dopo buonismo, luoghi comuni, finti sorrisi, siamo arrivati alla resa dei conti. E’ esplosa l’eterna battaglia tra nord e sud. I post sono stati di ogni genere, spesso anche tra cariche politiche che da una provincia all’altra si insultavano tra i social. Sì è scritto di chiudere le frontiere. Ma non eravamo un unico Paese? Il campanilismo in Italia non sente la globalizzazione.

5. Siamo tutti razzisti

La paura tira sempre fuori il peggio dalle persone. Ma partendo da questo si può anche capire come migliorare. Prima è toccato ai cinesi fare la figura degli untori. Ora sono gli italiani, rifiutati in molte Nazioni perché appestati. Non è che in epoca globale dobbiamo imparare che siamo tutti uguali?

Speriamo che questo Coronavirus ci renda almeno tutti un po’ migliori.

Ti è piaciuto? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti. Rispondiamo sempre.

SmakNews_Smart_Marketing_logo_SResta aggiornato sulle nostre pubblicazioni e sulle ultime novità dal mondo del marketing e della comunicazione.

Qui, se vuoi, puoi consultare la nostra Privacy Policy

image_pdfimage_print

SHARE
Previous articleISEE: indicatore iniquo?
Next articleWMF: iniziative e formazione gratuita online per far fronte al COVID-19
Sono nata e cresciuta a Verona. A 20 anni ho iniziato a godermi la vita facendo le cose che mi piacevano. Al primo posto scrivere e dal 2007 sono giornalista pubblicista. Poi gli eventi e il marketing e così ho iniziato in una PMI, poi in una multinazionale e ora come consulente in questi settori. Infine la curiosità per le cose nuove e lo studio. Così dopo una prima laurea magistrale in economia, ho fatto un master e poi ho riaperto i libri per la filosofia. Tra i progetti per il futuro continuare a divertirmi.

LEAVE A REPLY

Login with:
Powered by Sociable!