Se il futuro è in mano ai giovani penso che un’analisi sulle possibilità di ripartenza dell’Italia dopo la prova del fuoco del Covid sia analizzare come il nostro Stato si è comportato e si sta comportando nei confronti di questa fetta della società.

Andiamo per ordine.

Fascia 0-5 anni

Per i piccolissimi la vita sembra ancora lunga e rosea, ma gli ostacoli non si sono fatti mancare in quest’anno. Intanto la difficoltà di molti neogenitori di conciliare lo smart working con i figli. Chi aveva la facoltà o l’obbligo, in base ai casi, di lavorare da casa, non poteva usufruire dei congedi per la gestione dei figli. Certo è che un bambino di 1-2 anni fatica ad essere autonomo durante le 8 ore di lavoro di papà e mamma, ma la situazione non migliora negli anni immediatamente successivi. Questo recente settembre si è assistito al cambio di regole in corsa con il Green Pass per l’ambientamento dei figli. La norma è stata discussa venerdì 10 settembre, pubblicata in Gazzetta Ufficiale sabato 11 per entrare in vigore lunedì 13, primo giorno di scuola. Per questa fascia di età, la questione è abbastanza delicata, soprattutto pensando ai lunghi ambientamenti del nido e talvolta dell’infanzia che richiedono alcune settimane. Tra corredini, cambi scarpe, vestiti brandizzati con il nome dei figli, ci mancava anche questa incombenza che, forse, poteva essere organizzata con un paio di settimane di anticipo. Altro argomento riguarda l’autonomia e lo sviluppo della personalità dei bimbi che hanno fratelli o sorelle in fasce di età simili e che da sempre sono stati “divisi” in classi diverse per consentire una crescita del soggetto senza l’influenza di altri membri della famiglia, ma da ormai 2 anni questo storico principio è stato abbandonato in vista dell’unione dei congiunti fino ai cugini per isolare i contagi.

Fascia 6-11 anni

Dopo un primo anno di DAD, disastrosa per la gestione famigliare e faticosa per i bambini in termini di attenzione e apprendimento, finalmente si torna in presenza. Ma se i banchi a rotelle non hanno funzionato e sono stati abbandonati in poche settimane (nota a margine: i banchi a rotelle prevedevano una seduta con un banchetto sollevabile e posizionato sul lato destro. Tutti i mancini non avrebbero avuto un piano di appoggio su cui poter scrivere e nessuno ha pensato di prevedere dei tavolini sul lato sinistro), torna il problema delle mascherine, dell’areazione nelle classi e dei contagi e del distanziamento. Tutto calcolato, titoleggiano i giornali. Ma le scuole chiuse quest’anno sono molte di più del settembre dello scorso anno. Istituti chiusi, disagi per i genitori, molti contagi, con pochissimi ricoveri e forme gravi fortunatamente.

Fascia 12-18 anni

L’adolescenza è per tutti un momento difficile e di cambiamenti, di necessità di staccarsi dalla famiglia e di essere accettati nel gruppo dei pari. Con i tanti progetti di inclusione sociale come reagisce lo Stato? Le società sportive gridano l’allarme per l’ingente numero di ragazzi che si ritirano dall’attività che ora diventa accessibile solo con vaccino o tamponi a giorni alterni.

E in classe? Sarà possibile togliere la mascherina se tutti sono vaccinati. La regola è sensata. Ma che peso viene messo su un adolescente che, per convinzioni, ragioni di salute, scelta personale o dei propri genitori, non è vaccinato? Inoltre, dal punto di vista della Privacy, come sarà possibile mantenere privata una motivazione sanitaria, una convinzione religiosa o alimentare? Negli Stati Uniti, ad esempio, possono richiedere l’esenzione dalla vaccinazione per il rifiuto alle iniziezioni nel corpo per finalità religiose, come anche per convinzioni vegane, in quanto i vaccini sono testati sugli animali. Suppongo che la vita relazionale di quel ragazzo diventerà davvero pesante. Forse ci troveremo tra qualche anno a dover gestire i danni psicologici sui ragazzi bullizzati perchè no vax, con buona pace di tutti i promotori dell’inclusione sociale. Inoltre per la somministrazione del vaccino a un minorenne, secondo una recente sentenza, si può superare anche l’opposizione dei genitori, o di uno di essi: una potenziale bomba psicologica nella già precaria vita familiare dei nostri tempi, in cui un adolescente si troverebbe a gestire il già complesso equilibrio tra i meccanismi di accettazione del proprio gruppo di amici e la relazione con la propria famiglia.

Fascia 18-25 anni

Gli universitari, giunti ormai alla maturità, credo siano quelli considerati adulti ma trattati da bambini. L’atteggiamento in tema Covid e vaccinazioni sembra apprezzarli nella versione bamboccioni rispetto che ad adulti pensanti. Se lo Stato ritiene che il vaccino e il Green Pass siano dei sistemi efficaci per proteggere le persone non dovrebbe banalizzarli con delle tristi iniziative di marketing.

Mi riferisco all’Open Night vaccinale, tenutasi il 31 agosto a Cagliari, dove il polo vaccinale si è tramutato in una festa. Il sito del Comune di Cagliari scrive “gadget colorati per tutti coloro che andranno alla fiera, una postazione per selfie e un dj set dalle 20 alle 24″. La campagna è stata pensata per un target dai 12 ai 25 e ripropone gli ingredienti principali di una normale festa. Non c’è obbligo di prenotazione e l’accesso è libero. Oppure ancora le campagne promozionali da birra o soldi in cambio di un vaccino.

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La ripartenza è un tema quanto mai attuale. Dopo due anni di pandemia sentiamo il bisogno di lasciarci alle spalle questo lungo periodo complesso (tenendo quello che di buono c’è stato) e di affacciarci con ottimismo al tempo che verrà.

Visti i numeri del referendum sulla liberalizzazione della cannabis forse anche qui arriveremo come a Washington a promuovere “Joints for Jabs” dove viene regalata della marijuana in cambio della somministrazione del vaccino.

La banalizzazione sembra voler comprare o barattare un farmaco con qualcosa di divertente, deresponsabilizzando le iniziative, dimenticandosi dei morti che ci sono stati realmente e, più in generale della tragedia collettiva che abbiamo vissuto (o stiamo ancora vivendo?).

Il mio dentista, da quando ho raggiunto l’età di 7-8 anni, ha smesso di regalarmi lecca lecca come premio perchè ero stata coraggiosa a sedermi sulla sua poltrona e aprire la bocca. Qui i medici, lo Stato, i Comuni trattano degli adulti che contribuiranno a eleggere il prossimo Parlamento esattamente come faceva il mio dentista, preferendo dei bamboccioni a dei cittadini critici e responsabili.

In un clima di incertezza, di nuove regole quotidiane, le assurdità permangono. Come l’Università di Trieste che domandava agli studenti in didattica a distanza il green pass per poter accedere agli esami (poi rettificato con una circolare del Ministero), oppure l’accesso alle biblioteche che, in quanto luoghi di cultura, non sono fruibili dagli universitari senza Green Pass.

Fascia over 25

La situazione si spacca tra chi è convinto e chi non lo è ma “devo lavorare” e, dopo tutte le misure e ristrettezze dello scorso anno, è davvero una triste costrizione, con lo spettro della famigerata “sostituzione”, nelle piccole aziende, con altro lavoratore. Inoltre ora anche l’obbligo per i privati di controllare il Green Pass nel momento in cui si richiede l’intervento di un professionista, come l’elettricista, l’idraulico o la colf. La mia impressione è che verrà favorito molto lavoro nero. Se non figura come dipendente, non è necessario chiedere il Green Pass, non si rischiano multe, non si pagano i contributi. 3 piccioni con una fava. E al momento degli eventuali controlli si può sempre rispondere che è un’amica che mi aiuta in casa.

Chissà se il fine giustifica i mezzi?

Di sicuro, tra vax e no vax molti tornano a evocare l’epoca fascista. I medici respingono i provvedimenti secondo i quali per comparire in televisione sia necessaria l’approvazione dell’azienda sanitaria di appartenenza in quanto sembra “un bavaglio da epoca fascista”. I no vax definiscono il Green Pass una dittatura ed espongono la stella di Davide.

Dicono che per iniziare il dialogo bisogna partire dai punti di incontro e non dalle differenze…

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