A colloquio con Margaret Gonnella, Presidente del Comitato Regionale FIP Puglia

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Ivan Zorico (188)

 

 

Il mondo istituzionale del basket in Italia è rappresentato dalla FIP (Federazione Italiana Pallacanestro – http://www.fip.it/), un’Associazione senza fini di lucro nata nel 1921 con lo scopo di promuovere e sviluppare la pallacanestro in Italia. La FIP è il solo organismo che rappresenta questa disciplina sportiva (svolta in tutte le sue forme) ed è radicata sul tutto in territorio nazionale anche per mezzo dei comitati regionali.
Noi di Smart Marketing abbiamo avuto il piacere di intervistare Margaret Gonnella, Presidente del Comitato Regionale Puglia (http://www.fip.it/puglia/) che ha risposto alle nostre domande, mostrando un assoluto interesse.

Gonnella Qual è lo stato di salute del movimento in Puglia e, più in generale, a livello nazionale?
E’ inevitabile che il periodo di diffusa difficoltà economica abbia effetti evidenti sul movimento sportivo in generale e quello cestistico in particolare. Partendo dalla Puglia, il bilancio del campo è però moderatamente positivo. Brindisi ha cercato e trovato continuità in massima serie, confermandosi realtà di riferimento per l’intero territorio regionale e non solo, vista la recentissima elezione del presidente Marino come numero uno di Lega. In Dnb, Bisceglie è stata finalista playoff del proprio girone e nella prossima stagione, oltre alle tante pugliesi confermatesi in categoria, troverà anche il neopromosso Mola: due ottimi risultati raggiunti da società che hanno lavorato a fari spenti. Purtroppo, sull’altro piatto della bilancia, c’è l’abbandono della scena nazionale da parte di almeno tre sodalizi. L’auspicio, in ogni caso, è che in ogni categoria si programmi sulla base delle risorse effettivamente disponibili, senza farsi tentare da passi più lunghi della propria gamba. Meglio dare continuità, in attesa di tempi migliori, destinando gli investimenti, ove disponibili, al settore giovanile: unica concreta possibilità per garantirsi un futuro comunque dignitoso.
FIP 2Cosa suggerirebbe ad un giovane che vuole intraprendere una carriera lavorativa manageriale in questo sport?
Una mirata formazione postuniversitaria aiuta, pur non essendo a portata di tutte le tasche. E’ comunque fondamentale un costante aggiornamento, poiché la figura del dirigente sportivo nel corso degli anni si è estremamente evoluta ed affinata: le questioni da affrontare quotidianamente, tutte afferenti a settori diversi, necessitano di figure professionali e non più di semplici volontari. Qualche consiglio pratico? Siate curiosi: la ricerca e lo studio degli articoli in lingua di siti e magazine di settore è utile per anticipare tempi e tendenze. Il web, in questo senso, ha offerto opportunità di confronto impensabili anche solo rispetto a qualche anno fa. Ugualmente formativa è la partecipazione a convegni e seminari, che spesso offrono case history introvabili sui canonici manuali: i macro-esempi delle “major”, ad esempio, ben possono essere adattati su realtà notevolmente più ridotte, con buon senso e lungimiranza. A patto ovviamente di trovare una società che permetta di fare esperienza, magari con un programma a medio termine senza troppi assilli, e che sia davvero convinta di quanto proposto.
Gonnella2Si dice che il mondo del calcio assorba gran parte degli introiti pubblicitari a discapito degli altri sport. Cosa si potrebbe fare per ridurre questo divario?
La ridistribuzione degli introiti pubblicitari passa inevitabilmente da una cultura sportiva più multiforme. Una informazione tendenzialmente calciocentrica in questo senso non aiuta, ma tutte le componenti del mondo cestistico si stanno attivando per una maggiore visibilità. Soprattutto in ambito televisivo, che vedrà fra alcuni mesi l’inaugurazione di un canale tematico a cura della Federazione Italiana Pallacanestro. Il basket è uno sport bello da vedere e fra i più coinvolgenti, come attesa il numero di appassionati alzatisi in piena notte per poter seguire le finali NBA. Ma dove risultati e spettacolo non arrivano, si può essere ugualmente accattivanti puntando sulla socialità e sull’aggregazione, come sta facendo con successo il 20° Trofeo Topolino, la festa itinerante che sta colorando di minibasket l’Italia, con la partecipazione di migliaia di giovanissimi cestisti ad ogni tappa. C’è bisogno, soprattutto in questi tempi, della riscoperta di valori forti e radicati che sappiano attrarre appassionati ed investitori: basti pensare a quale appeal abbia avuto nelle ultime stagioni uno sport come il rugby, anche a fronte del solo ingresso nel Sei Nazioni.
FIP 1Negli Stati Uniti la Pallacanestro gode di una elevata visibilità, anche per merito della spettacolarizzazione degli eventi sportivi. Si potrebbe in qualche misura replicare il loro modo di approcciarsi allo sport?
Anche in questo caso l’esempio non va imitato puramente e semplicemente, ma calibrato con riguardo alla realtà di riferimento. Talento e schiacciate non possono essere esportati, gli spunti di marketing e la formula ad evento sì. Il pubblico ha dimostrato molto di gradirla, a tutti i livelli ed in tutte le discipline. Gli addetti ai lavori pure, anche e soprattutto per la percezione di aver ottenuto una qualificazione, e di partecipare ad una rassegna comunque unica ed irripetibile, a prescindere dalla vittoria finale. Non è un caso che le Final Four si siano allargate in molti casi a Final Eight: una formula che anche il Comitato Fip Puglia ha sperimentato con successo per la fase finale del campionato under 19 maschile, per la prima volta nella storia della manifestazione. Per il resto, difficile stabilire molti altri punti di contatto: la nostra rimane una cultura sportiva fortemente orientata al risultato ed il miglior spettacolo possibile offerto dal campo potrebbe non essere auspicato dal tifoso medio, se coincidente con la sconfitta della squadra del cuore.

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