Il cinema e la rivoluzione digitale

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Ivan Zorico (69)

 

Nuovo Cinema Paradiso

Nuovo Cinema Paradiso

Molte persone hanno bene in testa le immagini del film di Giuseppe Tornatore, “Nuovo Cinema Paradiso”, nelle quali i due protagonisti, Alfredo e Salvatore, cementificano la loro grande amicizia maneggiando le cosiddette <<pizze>>.
E faremmo bene a sforzarci di ricordarle perché, da quest’anno, il cinema dirà definitivamente addio alla pellicola per passare al digitale.
A dire il vero, i piani del Governo prevedevano che questo passaggio fosse completato per la fine del 2013, ma visto il gran numero di sale cinematografiche presenti in tutta Italia, si è deciso di dare più tempo ai gestori per permettere di convertire le loro strutture alla nuova modalità di proiezione.

Pellicola cinematografica

Pellicola cinematografica

Questa proroga è stata evidentemente concessa, in quanto i costi di conversione sono abbastanza elevati e, così come accade per gli altri settori economici in Italia, la maggior parte delle sale cinematografiche sono gestite ancora a livello familiare con tutti i limiti finanziari che quindi si possono immaginare. Nonostante queste difficoltà, ad oggi, sono state comunque dotate della nuova tecnologia digitale, oltre il 70% delle sale cinematografiche.
Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto verso la direzione digitale? Certamente, il fattore economico. Infatti, i costi di produzione di un film in pellicola sono molto più alti rispetto a quelli in digitale, così come anche le attrezzature. Un’altra motivazione è quella che proprio la materia prima, ossia la pellicola, sta scarseggiando. Infatti, le due principali case di produzione di pellicole, Fujifilm e Kodak, ne hanno ridotto o addirittura sospeso la produzione stessa. Inoltre, la pellicola subisce molti più danni dettati dall’usura del tempo e dall’utilizzo e, infine, il digitale facilita

Cinema digitale

Cinema digitale

di gran lunga il lavoro di produzione permettendo l’inserimento all’interno del set di più telecamere, capaci quindi di restituire nuovi angoli di inquadratura.

Le migliorie che il digitale porterà al mondo del cinema sono sotto gli occhi di tutti e di certo, come avviene in tutte le rivoluzioni, sul “campo di battaglia” ci saranno i consueti nostalgici sempre pronti a disquisire sulle peculiarità della pellicola e su un modo più <> di fare cinema. Ma, per dirla con le parole di Vasilij Kandinskij “L‘arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro”. Pertanto dico, anche e soprattutto a quei nostalgici di cui sopra, che c’è da stare tranquilli.

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